Correggio, al teatro Asioli 13 titoli di prosa da Gassmann a Shakespeare
Presentata la stagione 2019-2020 prevista alla “piccola Scala” di Correggio. Tanti gli omaggi inseriti, da quello al maestro Umberto Orsini fino a Henrik Ibsen
CORREGGIO. Presentata ufficialmente la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Asioli di Correggio, promossa dal Comune e da Ater. Un ventaglio di proposte che spaziano da grandi allestimenti a performance per piccoli spazi, dai classici alla drammaturgia contemporanea, da testi importanti al teatro più intimo e autobiografico.
All’interno dei 13 titoli della stagione sono tratteggiati alcuni significativi omaggi: al Maestro Umberto Orsini, a Massimo Popolizio – il più importante regista e attore della “generazione di mezzo” – ad Alessandro Serra, regista rivelazione del teatro nazionale, il più apprezzato nelle recenti stagioni teatrali e poi a Henrik Ibsen e a William Shakespeare.
La stagione si aprirà l’11 e 12 ottobre con il nuovo spettacolo di Alessandro Gassmann con “Il silenzio grande”, su testo scritto da Maurizio De Giovanni appositamente per Gassmann.
Umberto Orsini sarà uno degli “ospiti d’onore” della prossima stagione, protagonista de Il nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard (il 29 ottobre), con la regia di Patrick Guinand, e de Il costruttore Solness di Henrik Ibsen, diretto da Alessandro Serra (7 e 8 aprile).
Il 13 e 14 novembre Franco Branciaroli e Roberto Herlitzka, diretti da Antonio Calenda, saranno protagonisti di Falstaff e il suo servo, uno spettacolo comico e drammatico insieme nelle atmosfere shakespeariane. Macbettu, il 27 novembre, completa l’omaggio al regista Alessandro Serra: in sardo e con sopratitoli, questo spettacolo ha fatto man bassa di premi (Ubu, Histryo, Critica Teatrale) e ha avuto un’eclatante accoglienza da parte del pubblico. Il 4 dicembre Massimo Popolizio sarà impegnato in un vero e proprio one man show (con accompagnamento musicale dal vivo) per raccontare Furore, il capolavoro di John Steinbeck adattato da Emanuele Trevi.
L’omaggio a Popolizio si completa con Un nemico del popolo (7 e 8 marzo), da lui diretto e interpretato accanto a Maria Paiato: lo spettacolo è stato accolto con straordinario favore dalla critica e dal pubblico per le sue recite di debutto a Roma.
Un nemico del popolo è anche parte dell’omaggio a Ibsen, che attraverso i due titoli proposti in stagione conferma la sua statura di classico, capace di continuare a parlare al pubblico di oggi.
The deep blue sea (14 e 15 gennaio 2020) di Terence Rattigan, protagonista Luisa Ranieri, è l’ultima fatica registica di Luca Zingaretti (dopo La torre d’avorio e The pride), che conferma la sua predilezione per i testi emotivamente intensi. Il 28 e 29 gennaio 2020 arriva Marco Paolini con il suo ultimo spettacolo Nel tempo degli dèi – prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, scritto dallo stesso Paolini con Francesco Niccolini e diretto da Gabriele Vacis – che lo vede per la prima volta attorniato da una compagnia di musicisti e attori per raccontare le vicende di un vecchio e terrigno Ulisse.
Il Teatro delle Ariette (dal 5 all’8 febbraio 2020) torna all’Asioli con Attorno a un tavolo; questa singolare compagnia di teatranti-contadini racconta “nella sua cucina” le sue storie di vita, esperienze personali, piccoli fallimenti apparentemente senza importanza, inquietudini che attraversano il nostro presente.
La Compagnia Luca De Filippo – grazie all’impegno di Carolina Rosi, vedova di Luca – continua la sua opera di valorizzazione del repertorio di Eduardo; accanto a Carolina, Gianfelice Imparato sarà protagonista di Ditegli sempre di sì (21 e 22 febbraio 2020), nuovo allestimento diretto da Roberto Andò di una commedia in cui traspare una riflessione “pirandelliana” sui confini tra follia e normalità. La pluripremiata attrice Anna Della Rosa porta in scena Accabadora, adattamento dell’omonimo celebre romanzo di Michela Murgia adattato da Carlotta Corradi e diretto da Veronica Cruciani (20 e 21 marzo 2020).
Ultimo ma non ultimo, Vu (29 febbraio e 1 marzo 2020), creazione tra circo e teatro della compagnia francese Sacékripa: una straordinaria (e muta) performance d’artista, uno spettacolo originale e visionario il cui umorismo caustico innesca sistematicamente l’ilarità del pubblico.
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