Gazzetta di Reggio

Lettura in musica a correggio 

Fra poesie e canzoni nei giardini di gARTEn con l’opera prima di Maria Antonietta

Linda Magnoni
Fra poesie e canzoni nei giardini di gARTEn con l’opera prima di Maria Antonietta

Presentazione questa sera di “Sette ragazze imperdonabili” L’autrice: «Un omaggio alle donne che non si uniformano»

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Oggi c’è una serata speciale tra gli eventi di gARTen, la rassegna en plein air a base di scultura, cinema, narrazioni e musica dal vivo ideata dall’associazione Idee di gomma e patrocinata dal comune di Correggio e dalla regione Emilia Romagna. Proprio la sera di San Giovanni infatti, nella splendida cornice dei giardini di Villa Rovere, è in programma “Aspettando la rugiada con Maria Antonietta”, che avrà come ospite d’onore una delle voci più interessanti della scena musicale italiana.

Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, e nata a Pesaro nel 1987. Ha esordito nel 2012 con l’album “Maria Antonietta”, seguito poi da “Sassi” due anni dopo e “Deluderti”, nel 2018. È laureata in storia dell’arte e ha dedicato una serie di letture alla creatività femminile e alle sue poetesse del cuore. Anche di questo parla “Sette ragazze imperdonabili”, la sua opera prima, che presenterà oggi alle 20.

Le sette ragazze in questione sono Emily, Jeanne, Antonia, Cristina, Etty, Sylvia e Marina.

Come è nata l’idea di questo libro?

«Nasce dal debito che ho accumulato nei confronti di alcune figure maestre, che poi sono diventate le protagoniste. È un atto di omaggio e di devozione. Per questo ho scelto la forma del libro d’ore medievale, che alterna la poesia alla prosa. Sono le parole di queste donne a scandire la giornata».

Chi sono queste maestre?

«Emily Dickinson, Giovanna d’Arco, Antonia Pozzi, Cristina Campo, Etty Hillesum, Sylvia Plath e Marina Cvetaeva. Sono state maestre, ancor prima che nella mia ricerca artistica e poetica, nella mia vita: leggendo le loro opere ho incontrato le loro esperienze e soprattutto una certa attitudine nei confronti del mondo. Sono donne che hanno scelto di non conformarsi, di non appiattirsi».

Perché sono imperdonabili?

«Per questa loro estrema libertà e onestà intellettuale. Tutte quante si sono assunte il rischio di non rinunciare alla propria complessità, ai loro spigoli, alla radicalità. Risultando spesso antipatiche, perché è questo che succede: quando lo fai, raramente vieni perdonato. Invece loro hanno voluto rendere giustizia alla propria vocazione, cercando di assomigliare il più possibile a sé stesse. È un invito rivolto a tutti, uomini e donne, anche se credo che le ragazze facciano più fatica a credersi meritevoli di essere felici. Spesso cercano di compiacere un’aspettativa, ma questo non ci rende più vicini alla felicità».

Qual è il suo rapporto con la letteratura?

«Sono una grande lettrice: i libri hanno da sempre fatto parte della mia vita in modo totale. È successo più di una volta che un verso di Dickinson o un’epistola della Cvetaeva mi abbiano suggerito l’idea per una canzone: frequentare i pensieri degli altri è fondamentale. Così mi sono calata di volta in volta in ognuna di loro. Ogni racconto è scritto in prima persona, ma è come se fosse, allo stesso tempo, un ritratto».

Com’è stato passare dal comporre canzoni a scrivere un libro?

«È stato molto bello andare dall’altra parte della barricata. Subito mi sono fatta qualche scrupolo, poi, forse nell’incoscienza, sono andata avanti. Adottando un tipo di scrittura differente. E ora ne sono molto soddisfatta. Mi piacerebbe davvero continuare su questa strada, mantenendo entrambe le vie di ricerca».

Quello di oggi sarà un concerto o una lettura?

«Sarà uno spettacolo ibrido: io con la mia chitarra acustica e Daniele Rossi che suonerà violoncello, chitarra baritona, banjo e tastiere. Alterneremo letture tratte dal libro e canzoni scritte ad hoc. Instaureremo un dialogo tra la musica e la letteratura». —



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