Gazzetta di Reggio

Il meglio della danza made in Italy si ritrova a Reggio Emilia e non solo nei teatri

Giulia Bassi
Il meglio della danza made in Italy si ritrova a Reggio Emilia e non solo nei teatri

Presentato a Roma “Nid - New Italian Dance Platform”. In otto diversi spazi 27 spettacoli dal 10 al 13 ottobre

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REGGIO EMILIA. Si chiama Nid - New Italian Dance Platform 2019 e alla sua quinta edizione, dal 10 al 13 ottobre, si terrà nella nostra città. Il festival propone 27 spettacoli in 8 spazi per un totale di 1.450 ore di danza (il meglio della produzione nazionale) per l'organizzazione di Ater, Circuito Regionale Multidisciplinare, Fondazione Nazionale della Danza e Fondazione I Teatri in collaborazione con Rete Anticorpi.

La presentazione ufficiale è avvenuta a Roma al Ministero per i Beni e le Attività Culturali dove il direttore generale dello Spettacolo Onofrio Cutaia nel fare gli onori di casa, sottolineando il pregio della manifestazione che ad anni alterni si tiene in una città diversa del nostro paese, ha elogiato l’alta qualità dell'offerta di spettacolo da parte della Regione Emilia Romagna, «una tra le punte più avanzate del paese per la progettazione culturale: non c'è territorio così ricco e fertile. L’apprezzamento va anche nei confronti dei soggetti che hanno collaborato alla messa a punto della Nid a Reggio Emilia città della danza». Parimenti Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura ha ribadito l’orgoglio di poterla ospitare quale coronamento di un lavoro su cultura e spettacoli sui quali la Regione ha triplicato, in contro tendenza, il proprio sostegno economico.

Il sindaco Luca Vecchi, è apparso visibilmente soddisfatto, di rappresentare una città capofila della danza in Emilia e in Italia e di dimostrarlo ulteriormente con la Nid. «Siamo consapevoli del valore e faremo di tutto per essere all'altezza del tipo di accoglienza che una manifestazione di questo calibro richiede. La Nid ribadisce questo legame forte tra la città e il balletto, rinforzando ulteriormente le relazioni tra istituzioni culturali sulle quali il Comune ha investito maggiori risorse.

Per Reggio che ha scelto di misurarsi con la contemporaneità che sta lavorando per favorire il dialogo tra arti e sul settore della formazione la Nid non costituisce episodio ma un progetto strategico mirato». Sono intervenuti anche Ilenia Malavasi per Ater, Paolo Cantù direttore de I Teatri e Gigi Cristoforetti che nell’approfondire il significato della Nid ribadisce che «il format della vetrina è ideale per far convergere programmatori da Paesi diversi, dove la percezione del sistema danza italiano è assente o contraddittoria. Al tempo stesso non deve cristallizzarsi in un catalogo. Da qui l’idea degli Open Studios.

Oltre alla presentazione di spettacoli compiuti, questa è delle novità più significative dell’edizione 2019: si tratta di una nuova sezione che intende offrire a compagnie affermate e ad artisti emergenti un’ulteriore opportunità di partecipare alla piattaforma, con progetti coreografici in via di sviluppo e che non abbiano ancora debuttato. Per la selezione degli Open Studios la commissione di Nid con altri esperti ha selezionato otto proposte che saranno presentate nelle mattinate di venerdì 11 e sabato 12 ottobre in Fonderia.

La prima giornata di giovedì 10 ottobre s’inaugura con “Bad Lambs” al Teatro Ariosto coreografia di Michela Lucent (Balletto civile); a seguire alla Cavallerizza “VN” di Cristina Kristal Rizzo, “La morte e la fanciulla” di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni e alla sera al Valli “Ballade – Golem” di Susanna Beltrami / Erika Silgone; mentre altri spettacoli si terranno a palazzo da Mosto e allo Spazio U30 cinque di piazza Scapinelli.

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