Gazzetta di Reggio

Ristorante della polveriera 

Bob Corn, padre spirituale della scena indipendente canta l’amore per le origini

L.M.
Bob Corn, padre spirituale della scena indipendente canta l’amore per le origini

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REGGIO EMILIA. Questa sera (ore 22) al bar ristorante “Chiacchiere e Cucina” della Polveriera arriva Bob Corn. Bob Corn, alias Tiziano Sgarbi, è originario di San Martino Spino di Mirandola, classe 1968. Ha iniziato a suonare negli anni Novanta con il gruppo grunge Fooltribe, da cui poi prenderà nome la sua etichetta discografica. Nel 2001 si fa conoscere con il nome Bob Corn con cui, tre anni dopo, pubblica il primo album “Sad punk and pasta for breakfast”, dalle sonorità folk e dalle melodie pacate.

«Mi aveva appena lasciato la mia ragazza, e l’unica cosa che avevo era la mia chitarra», racconta il cantautore. «Ho iniziato a suonare così, per esigenza. Come del resto faccio ancora adesso». Nel 2006 è il turno di “Songs from the spiders house”, mentre l’anno successivo esce il terzo album, “We don't need the outside”, portato in tournée in Europa e negli Usa. Qui, tra New York e Portland, ha registrato l’Ep “From The Wooden Floor”. In breve tempo Bob Corn è diventato il “padre spirituale” di gran parte della scena indipendente folk, rock e alternativa, soprattutto in Emilia. È lui infatti che ha inaugurato “Musica nelle Valli”, un festival che, da quindici anni, porta band provenienti da tutto il mondo nel Modenese.

Bob Corn infatti è molto legato alla sua terra, come dimostra il documentario da lui ideato e prodotto “Inagibile” che, con la regia di Giulia Natalia Comito e Tommaso Cassinis, racconta del terremoto del 20 maggio 2012 che colpì il cuore dell’Emilia. «Il terremoto mi ha tenuto a casa per molto tempo. Volevo raccontare per immagini il mio essere lì, il mio esserci ancora» spiega. Ma non è l’unica apparizione cinematografica di Bob: a luglio dell’anno scorso ha preso parte alle riprese di “Bangla”, l’esordio alla regia di Phaim Bhuiyan. In una scena il musicista interpreta la sua “Love turns around” mentre un altro suo brano, “I miss you”, accompagna uno dei momenti più intensi del film. Quindi il nuovo disco “Songs on the line”. Anche quest’ultimo lavoro testimonia il grande amore per la sua terra: «Il titolo parla della linea dell’orizzonte. Perché a San Martino Spino c’è l’orizzonte piatto. E, nei miei viaggi, mi sono accorto che quest'orizzonte mi mancava. È stato un risveglio». —

L.M.

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