Gazzetta di Reggio

Canossa 

Festival nel segno dell’India alla Casa del Tibet a Votigno tra musica, cucina, incontri

Alexia Piazza
Festival nel segno dell’India alla Casa del Tibet a Votigno tra musica, cucina, incontri

Domenica terza edizione della kermesse Tra gli ospiti lo scrittore Folco Terzani e il flauto “Bansuri” di Jacopo Pacifico

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Domenica le colline reggiane assumeranno un’atmosfera orientale, in occasione del ventesimo anniversario della visita del Dalai Lama, avvenuta il 25 ottobre 1999 in concomitanza con l’inaugurazione del Museo del Tibet. L’associazione Onlus La Casa del Tibet, nata nel 1990, organizza a Votigno di Canossa, la terza edizione del Festival dell’India. Sarà una manifestazione immersa nella musica, nell’atmosfera, nella cultura, nelle riflessioni, nelle letture e nella cucina indiana.

L’apertura del festival è programmata alle 16 con i canti devozionali insieme al monaco zen Adolfo Soho Brunelli. Durante il pomeriggio vi sarà un appuntamento culturale intitolato “La mia India”, grazie alla collaborazione con la Libreria del Teatro di Reggio Emilia, durante il quale sarà presente lo scrittore e viaggiatore Folco Terzani, figlio dell’ indimenticato Tiziano. Lo scrittore ha vissuto per diversi anni in India e ha scritto già diversi libri su questa magnifica terra e sui Sadhu, i mistici erranti. Durante l’intera durata della manifestazione, Fosco Terzani, rimarrà a disposizione, per autografare le copie dei suoi libri, il tutto sempre a cura della Libreria del Teatro.

La serata sarà invece dedicata alla musica con due appuntamenti. Il primo alle 21 sarà un concerto di flauto Bansuri con Jacopo Pacifico: laureato in musicologia, Pacifico è vissuto sei anni in India per portare avanti e perfezionare lo studio del flauto indiano, ed è stato proprio lui ad organizzare il festival a Votigno.

A seguire, alle 21.30 circa, si terrà un’ esibizione del cantante indiano Supriyo Dutta, famoso per la musica vocale classica Hindustani, e considerato uno dei maggiori interpreti del canto indiano, non solo inteso come musica o lirismo, ma anche e soprattutto come conoscenza interiore attraverso il suono della voce. Durante l’esibizione sarà accompagnato da Federico Sanesi, noto insegnante di Tabla (tamburo indiano) e con una vasta esperienza concertistica anche a fianco dei più grandi esponenti di musica classica indiana, e con Franco Rivoira che suonerà l’ Esraj, tipico strumento musicale a corde dell’India settentrionale, il quale miscela le caratteristiche degli strumenti Sitar e Saranghì, le cui melodie sono caratterizzate da suoni molto bassi. L’India, non è solo pace, interiorità e musica, ma è anche sapore, e a partire dalle ore 17, sarà possibile gustare tutti i sapori indiani nel punto ristorazione dove verranno cucinati piatti indiani tipici.

Il festival avrà un’appendice il mese prossimo: lunedì 8 luglio, alle 21, a Votigno si terrà un incontro con il professore di diritto nonché primo ministro tibetano nel 2011 Lobsang Sangay. —





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