Il regista Agostino Ferrente presenta il documentario“Selfie”
Al centro due adolescenti che vivono nel Rione Traiano quartiere napoletano dove la criminalità è presente in maniera massiccia
REGGIO EMILIA. Questa sera (ore 21.30) all’Arena Stalloni sarà proiettato “Selfie” alla presenza del regista Agostino Ferrente. “Selfie” è un documentario che indaga la vita di due adolescenti che vivono nel Rione Traiano di Napoli, un quartiere dove la criminalità organizzata è presente in maniera massiccia e dove un giovane innocente può morire a causa di un colpo esploso da un carabiniere. Scritto e diretto da Agostino Ferrente, l'idea del film è stata di affidare a due sedicenni del Rione Traiano, Alessandro e Pietro un iPhone a testa e di chiedere loro di riprendersi, raccontando la loro amicizia, il posto in cui vivono e anche il ricordo di Davide Bifolco, che nell'estate del 2014 morì a sedici anni per mano di un carabiniere che l'aveva scambiato per un latitante. A fare da sfondo alle storie di Alessandro e Pietro c'è la vicenda tragica di Davide Bifolco, che nella notte fra il 4 e il 5 settembre 2014 si trova a bordo di uno scooter insieme ad altri due ragazzi. Quando una pattuglia di carabinieri intima di fermarsi, loro non lo fanno e così inizia un inseguimento. I militari dell'arma ritengono erroneamente che Bifolco sia un'altra persona, cioè un ricercato scappato agli arresti domiciliari e, come da protocollo, si preparano a un eventuale scontro a fuoco mettendo il colpo in canna. Alla fine, a causa di un inciampo (questa la versione dei carabinieri), il colpo viene esploso e centra Davide. Morirà poco dopo, in ospedale.
Ciò che interessa ad Agostino Ferrente è raccontare cosa significa abitare in un posto dove la presenza dello Stato è scarsa, la povertà è molta e i giovani vivono nella consapevolezza che potrebbero morire per errore o ritrovarsi coinvolti dalla criminalità organizzata. —
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