Le radici di Santa Vittoria rievocate a Palazzo Greppi tra concerti e performance
La manifestazione ha ospitato ieri sera il festival errante della musica popolare e stasera sarà la volta di una ricostruzione storica
Storia e tradizione sono gli ingredienti base della manifestazione “Santa Vittoria del buon vivere” che, inaugurata venerdì, si terrà fino a questa sera a Palazzo Greppi. All’interno del ricco programma – caratterizzato da dieci eventi che ruotano intorno ad acqua, cibo, cooperazione e musica – a spiccare due momenti fortemente voluti con l’obiettivo di rievocare le radici della frazione gualtierese. Il primo è stato il Festival errante della musica popolare reggiana in programma ieri sera: nel parco di Palazzo Greppi sono state proposte musiche da ballo interpretate da tre grandi orchestre, i Violini di Santa Vittoria, l’Officina del Battagliero e l’Usignolo, che ha proposto un concerto a fiato. A presentare la serata è stata chiamata Syusy Blady che con Santa Vittoria ha un legame speciale in quanto è l’autrice del libro “Il paese dei cento violini”, che narra l’epopea musicale del borgo gualtierese. L’esibizione delle tre orchestre si è tenuta su una pista da ballo sulla quale hanno volteggiato le coppie al ritmo di valzer, polka e mazurca. In questo modo è stato ricreato lo spirito dei festival quando, prima del boom economico, i braccianti padani dimenticavano fatica e lavoro per ritrovarsi a ballare al suono di questa musica in un’aia o in una corte contadina.
Questa sera, invece, spazio alla storia in chiave politica: nell’area cortiliva dello storico molino e della Pila del riso, si ricorderà quando 223 anni fa la vicinìa di Santa Vittoria decise di separarsi dal capoluogo di Gualtieri e si autoproclamò Comune autonomo: era l’ottobre 1796. La decisione di rendersi autonomi era dettata dalla volontà dei vittoriesi di affermare una propria identità che, secondo i documenti conservati in archivio storico, Gualtieri non concesse mai. Santa Vittoria era costituita soprattutto da latifondi come le tenute dei Prini, dei Gabbi, di Antonio Re, di Antonio Greppi, il quale coinvolse col grande progetto della sua tenuta tutto il paese e che modernizzò metodi e sistemi della produzione agricola, a differenza di Gualtieri, che era caratterizzata dalla piccola proprietà ed era fondamentalmente conservatrice. Il Comune di Santa Vittoria durò dalla metà di ottobre 1796 al 16 luglio 1797. Nella riunificazione Gualtieri non concesse a Santa Vittoria alcun servizio alla popolazione, ma nei vittoriesi restò quella tendenza alla libertà che li caratterizzerà fino ad oggi. Santa Vittoria tornò poi ad essere Comune autonomo dal 1806 al 1810, come da decisione del potere centrale. In questa ricostruzione storica protagonisti saranno i ragazzi del “Progetto giovani” di Santa Vittoria, capitanati da Domenico Varipapa. —
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