Una sera ai Chiostri insieme alla musica “alla napoletana” di Sandro de Palma
L’artista è uno dei più noti esponenti della Nuova Scuola. Concerto alle 21 con Clementi, Beethoven e Chopin
Un insigne musicista sarà ospite oggi al Festival dei Pianisti Italiani ai Chiostri di San Pietro, ore 21.30. È Sandro de Palma, interprete di fama, “uno dei più interessanti del panorama europeo”, proveniente dalla cosiddetta Nuova Scuola pianistica napoletana di cui gli esponenti maggiori furono Vincenzo Vitale e Vincenzo Scaramuzza che è stato anche docente di Marta Argerich, mentre il primo di Riccardo Muti, Michele Campanella, Bruno Canino. Allievo di Vitale, De Palma comincio giovanissimo a studiare il pianoforte.
«I principi della scuola napoletana riconosciuti a livello mondiale e apprezzati anche da Claudio Arrau e Arthur Rubistein – spiega de Palma – si basano su un approccio naturale al piano che ti permette di suonare ai massimi livelli anche in tarda età: come ad esempio la Argerich o Canino, che conservano intatta la loro freschezza tecnica. Si basa sulla ricerca del rilassamento totale dei muscoli della spalla, del braccio, sull’elasticità del polso, e sull’utilizzo del peso che va a scaricarsi sulle dita, evitando irrigidimenti della mano. Spesso non pensiamo quando dobbiamo suonare alla funzionalità dei muscoli che non sono impiegati in maniera fisiologica».
Vitale ha segnato il cammino di De Palma in quanto ne ha valorizzato il talento, a sua volta apprezzato anche da Nikita Magaloff il quale lo volle nella sua classe di Ginevra. Con lui approfondì la scuola russa. «Mi incantavo quando raccontava che giocava a scacchi con Prokof’ev o aveva conosciuto Stravinskij. Da lui ho preso indicazioni per eseguire in pubblico opere corpose come gli Studi di Chopin; Vitale era un didatta e quindi mi forniva le indicazioni per lo studio e da Magaloff ho appreso la strategia concertistica, come portare un pezzo al termine».
In seguito de Palma ha studiato un anno a Londra con Aliza Kezeradze, moglie e musa di Igo Pogorelich. «Con lei ho approfondito i dettagli dei brani rimanendo giornate intere su piccoli particolari». Docente, organizzatore (Festival di Viterbo e presidente e direttore artistico dell'Associazione Musicale Clementi), Sandro De Palma ha effettuato concerti in Europa e Asia; in particolare alla Wigmore Hall di Londra (24 Preludi di Chopin); ha suonato inoltre con Juri Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo; alla Philarmonie di Berlino; ha partecipato alla “Folle journée” di Nantes (edizioni 2004, 2005, 2006), al Festival pianistico de “La Roque d’Anthéron”, al Festival Beethoven di Bonn e al Festival Chopin di Marienbad, al Festival “Piano en Valois”; nel 2010 ha eseguito il Concerto n. 2 di Brahms al Musikverein di Vienna, ha tenuto concerti in Cina.
Il programma del recital di oggi comprende di Clementi la Sonata “La Didone abbandonata”, di Beethoven la sonata “La Tempesta” e di Chopin i Preludi. «Sembra poco omogeneo perché Chopin non amava Beethoven ma questi apprezzava Clementi. In ogni caso a collegare le tre opere sono i riferimenti extra, i legami psicologici. Ad esempio il riferimento al personaggio di Didone induce Clementi ad arricchire di annotazioni particolari la musica, come “agitato con disperazione” e la Sonata è senz’altro un capolavoro che supera il concetto di classico e di romantico. Beethoven a proposito della “La Tempesta” consiglia di leggere Shakespeare e in una lettera, nel citare la Sonata, dice di volersi incamminare per altra strada. Pezzi concentratissimi di energia, i Preludi di Chopin derivano il nome da Bach, per diventare altra cosa sia per quanto riguarda le successioni tonali sia per il contrasto maggiore/minore portato all’esasperazione con differenziazioni psicologiche». —
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