Gazzetta di Reggio

Da Cuba al castello di Casalgrande la violinista «rivelazione dell’anno»

Da Cuba al castello di Casalgrande la violinista «rivelazione dell’anno»

Yilian Cañizares suonerà e canterà domani alle 21.30 miscelando ritmi jazz, classici e afrocubani

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CASALGRANDE. Un’altra ospite internazionale per il quarto appuntamento in terra reggiana del Festival Mundus 2019. Si intitola “Invocaciòn”, dal titolo del suo secondo album, il concerto che la violinista e cantante cubana Yilian Cañizares terrà domani alle 21.30 nella cornice del castello di Casalgrande Alto. Sul palco con lei Childo Tomas al basso elettrico e Inor Sotolongo alle percussioni, biglietto d’ingresso a 8 euro.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con il Casalgrande Jazz Festival, Ater, Regione Emilia-Romagna e tutti i Comuni partecipanti. La Cañizares è una delle violiniste, cantanti e compositrici contemporanee più interessanti. Non tradendo mai le sue origini, miscela ritmi jazz, classici ed afro-cubani con la sua voce ultraterrena. Che sia sul palco o in studio di registrazione, ci sono pochi artisti talentuosi come Yilian, nata a l’Avana, stabilitasi in Svizzera.

Due acclamati album, l’autoprodotto “Ochumare” del 2013 e “Invocación” del 2015, sotto la guida di Alê Siqueira (Roberto Fonseca, Omara Portuondo) hanno rafforzato la sua reputazione di artista innovatrice, capace di oltrepassare i confini musicali. Tanto che il noto settimanale francese Le Nouvel Observateur l’ha definita «rivelazione dell’anno» per il suo carisma, le sue influenze e per la facilità con cui canta e suona il violino. «Il mio suono riflette la ricchezza e la miscela di culture che porto con me oggi, ciò che sono: donna, cubana, musicista, cittadina del mondo» racconta l’artista. La Cañizares aveva solo 14 anni quando gli è stata offerta una borsa di studio per studiare a Caracas. Nel 2000 si trasferisce in Svizzera per studiare al conservatorio.

Dopo pochi anni, le grandi orchestre hanno iniziato a convocarla e, dopo il trasferimento a Losanna, ha collaborato per sei anni con diverse ensemble. In quel periodo la giovane crea un quartetto di musicisti provenienti da Germania, Venezuela e Svizzera (e in seguito, Cuba) e lo chiama “Ochumare”. Sei mesi dopo, nel 2008, vince con questo gruppo il Montreux Jazz Festival Competition. Da allora, la sua carriera è stata tutto un crescendo. In questi anni ha condiviso il palco con Ibrahim Maalouf, Omar Sosa, Youn Sun Nah, Richard Bona, Chucho Valdés, Roberto Fonseca, Dhafer Youssef, El Comité.

Per l’autunno 2019 è in previsione l’uscita anche del nuovo album intitolato “Erzulie” e dedicato all’omonima divinità femminile haitiana dell’amore e della libertà, registrato a New Orleans.

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