Da Reggio Emilia al Cern, Magnani a Ginevra per disegnare la materia oscura e le stelle
L’artista reggiano esporrà martedì nel centro di ricerca svizzero la sua serie di dipinti “The dark matter collection”
reggio emilia. Da Reggio Emilia al Cern per esporre dei dipinti interamente dedicati alla materia oscura. Protagonista della mostra, aperta da martedì fino al 26 luglio a cura di Marilena Streit-Bianchi, sarà l’artista reggiano Enrico Magnani che presenterà una serie di opere legate dal titolo “Searching the unknown – The dark matter collection”.
L’esposizione, promossa da Cern staff association du personnel con il supporto di Kaiti expansion all’interno dell’edificio principale della struttura, proporrà una ventina di dipinti appartenenti a “The dark matter collection” (2018-19), inedita serie pittorica che si ispira alla “materia oscura”, interpretando in maniera artistica il mistero che circonda uno dei temi più affascinanti della ricerca scientifica.
la mostra
Per la realizzazione della serie “Supernova”, punto di partenza per arrivare all’attuale esposizione, Magnani sfrutta gli effetti della fluido-dinamica senza toccare l’opera con le mani, con i pennelli o con altri strumenti. Ogni fase della creazione avviene a distanza. Il pannello multistrato di carta e alluminio giace sommerso orizzontalmente sotto un velo d’acqua. Operando dal centro e sfruttando la forza centrifuga, getti di acqua e aria muovono i pigmenti lasciati precedentemente cadere dall’artista sul supporto.
Questa originale tecnica si ispira e tenta di riprodurre, con tutti i limiti del caso, la dinamica dell’esplosione stellare. Prova ne è il fatto che le opere così realizzate sono molto simili alle immagini che catturiamo attraverso i grandi telescopi. “The dark matter collection” contiene, in più, uno sfondo creato con pigmento fosforescente che al buio emette luce verde, luce che filtra attraverso le forme create dal pigmento tradizionale, producendo così, a livello ottico, una nuova opera d’arte completamente diversa dalla precedente.
la conferenza
Sempre nell’ottica di sviluppare l’interazione tra arte e scienza, giovedì 18 luglio alle 12.30, presso la Cern council room a Ginevra, si terrà la conferenza “Searching the unknown with art & science” con interventi di Monica Bello (Art at Cern), Michael Hoch (Art@Cms), Enrico Magnani e Domenico Vicinanza. Il pomeriggio terminerà con una visita guidata alla mostra di Magnani e un jamming interattivo con Vicinanza. La partecipazione alla conferenza e la visita alla mostra saranno gratuite, previa registrazione presso il Cern staff association du personnel scrivendo a staff.association@cern.ch.
l’artista
«Partendo dalle tecniche usate per la collezione “Supernova” – spiega Magnani – la mia idea è stata quella di aggiungere il pigmento fosforescente, ovvero colori che alla luce non vedi, ma cogli solo al buio. Questo implica il fatto che guardando l’opera d’arte in certe condizioni hai l’impressione di averla colta completamente, ma cambiando le condizioni, spegnendo la luce, vedi qualcosa di nuovo di cui non avevi idea». Un’analogia, prosegue l’artista reggiano, che iniziò la sua carriera proprio come ricercatore nella fusione nucleare, «molto pertinente con la materia oscura: la materia è presente (nell’opera), ma non la vedi. Anche noi siamo circondati dalla materia oscura ma non la vediamo. Toccherà alla scienza trovare lo strumento che ci permetterà di individuarla utilizzando un modo nuovo di guardare il mondo».
La mostra sarà accompagnata da un catalogo (Kaiti espansion Editore, 2019) che, oltre alle riproduzioni delle opere esposte, raccoglierà i testi di autorevoli critici d’arte, filosofi e scienziati impegnati nelle ricerche che vanno dalla fisica delle particelle fino alla cosmologia: Luis Alvarez Gaumé, Amedeo Balbi, Tiziano Camporesi, Luisa Cifarelli, Valerio Dehò, Michela Massimi, Marilena Streit-Bianchi, Licia Verde ed Enrico Magnani. —
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