L’Icarus Ensemble in città con un’opera di Melchiorre
“Unreport inbound Palermo” domani sera (ore 21) nella sede dell’ensemble Un progetto creato per la Biennale di Venezia ricordando la strage di Ustica
Tra i molti impegni l’Icarus Ensemble che quest’anno compie 25 anni fa capolino nella sua città proponendo per domani sera “Unreport inbound Palermo”, pocket opera per soprano, voci recitanti, ensemble ed elettronica creata da Alessandro Melchiorre per la Biennale di Venezia nel 1995 a 15 anni della strage di Ustica avvenuta il 27 giugno dell' 80 quando un Dc9 dell' Itavia viene abbattuto in volo verso Palermo. Dopo altri vent’anni dalla misteriosa tragedia viene proposta nello “Spazio Icarus” di via IV Novembre alle ore 21. Recentemente eseguita all’Accademia di Brera, insieme alla trascrizione del Prometeo di Scrjabin di Gabrio Taglietti, l’opera è su testo di Daniele del Giudice ed è interpretata dal soprano Joo Cho con le voci recitanti di Cinzia Pietribiasi e Luigi Tedeschi; regia del suono di Giovanni Cospito, mentre l’Icarus Ensemble è diretto da Juan Trigos.
«Il primo contatto con “Unreported inbound Palermo” – scrive Melchiorre nelle note di sala dello spettacolo a Brera – avvenne a casa di Daniele Del Giudice a Venezia anni fa quando mi propose la lettura di un capitolo del suo prossimo libro, ancora in bozze. Si trattava del capitolo su Ustica del suo testo “Staccando l’ombra da terra” che, ricordo, mi emozionò molto. Dipanando poco alla volta le ragioni di quelle emozioni mi resi conto che non era soltanto una fortissima e condivisa passione civile ma una compenetrazione profonda tra ragioni e emozioni, tra forma e contenuto, una capacità assolutamente moderna di scrivere di avvenimenti tragici, una tragedia vista non più soltanto dal punto di vista dell’uomo ma rinnovata, per così dire, dal punto di vista delle cose. I-Tigi, sigla dell’aereo abbattuto su Ustica, diventa il nome di un popolo mitico che, poco a poco, pezzo dopo pezzo, riemerge dal mare. Nelle parole di Del Giudice “…quell’evento è un’ossessione. È come una creatura mitica che riemerge dal mare e si ricompone. E più l’aereo torna completo, maggiore è l’angoscia e l’evidenza per quel che non c’è, per quelle persone che non esistono più e che non hanno ottenuto giustizia. Un modo per far sentire l’assenza fisica e per gridare che qualcuno conosce il segreto, ma tace”».
Il pezzo è diviso in quattro parti che si succedono senza soluzione di continuità; al coro, e alla voce recitante femminile è affidata la narrazione, alla voce recitante maschile le parole dei diversi controllori di volo e al soprano le parole del pilota. —
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