Il Festival di teatro civile si chiude con “Alfonsina Panciavuota”
GATTATICO. Si conclude questa sera a Casa Cervi la 18esima edizione del Festival Teatrale di Resistenza, rassegna di teatro civile contemporaneo, ideata e promossa da Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea. Alle 21.30, a ingresso libero, sarà presentato l’ultimo spettacolo in concorso “Alfonsina Panciavuota” del Teatrodallarmadio, di e con Fabio Marceddu, con la collaborazione drammaturgica di Francesco Niccolini, ideazione scenica e regia di Antonello Murgia, autore anche delle musiche originali, una produzione Teatrodallarmadio per il progetto Sei in collaborazione con Exma Exhibiting and Moving Arts.
“Alfonsina Panciavuota” è il racconto di una vita vissuta fra povertà e soprusi, in una Sardegna in guerra. Classe 1932 e ultima di nove figli, Alfonsina Panciavuota viene venduta a 10 anni come serva, al padrone della miniera, Caterino Spinetti, a servizio dalle sue tre sorelle. Quattro anni di abusi che segneranno indelebilmente il resto della sua vita. Alfonsina porta sulle spalle tutto il peso di una memoria proletaria offesa, pronta a riscattarsi con dignità rituale e ancestrale. Nonostante la morsa dei denti degli ingranaggi della storia, della politica e dei falsi valori morali, Alfonsina riesce a trovare la forza per opporsi e tentare di cambiare il proprio destino. Si innamora di Efisio, il minatore più bello del paese, il ribelle che poi sposerà. “Fa che io non ti sogni mai”, urla una notte Alfonsina. Quando Alfonsina sogna, i suoi sogni si avverano sempre. E quella notte li sogna tutti: il padrone, le sorelle, il parroco, il mezzadro. Questa è la storia di una donna. Una storia di violenza sulle donne. Una donna che è stata bambina. Una donna madre. Una donna che non ha contato nulla. Questa storia è la nostra eredità storica e sociale, la storia di Alfonsina, la storia di tutti. Al termine dello spettacolo, conversazione con la Compagnia insieme a Gemma Bigi, storica di Istoreco. —
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