Il Festival dei Pianisti con Marcello Mazzoni e Olaf John Laneri
Reggio Emilia, ai chiostri di San Pietro, alle 21,30 di martedì 30 luglio, in programma il secondo e il terzo concerto di Rachmaninov preceduti da un’introduzione dello psicologo Marco Tamelli
REGGIO EMILIA. Con l’esecuzione di due dei più celebri Concerti di Rachmaninov – il secondo e il terzo – si chiude questa sera (ore 21.30) ai Chiostri di san Pietro il Festival dei Pianisti Italiani. Due capolavori che sono passati alla storia per gli struggenti e iper-romantici temi che li percorrono e che tanto hanno ispirato i compositori hollywoodiani della prima metà del ‘900 avvezzi alla musica del compositore di Novgorod ai tempi trasferitosi a Beverly Hills. Il terzo Concerto è stato reso celebre dal film “Shine”: il giovane pianista David Helfgott impazzisce durante lo studio dell’impervio e difficilissimo brano, monumento sinfonico che fa tremare i polsi di tutti i pianisti. E solisti sono il pianista Olaf John Laneri (secondo Concerto), che nel ’98 vinse il secondo premio (primo non assegnato) al Concorso Busoni e Marcello Mazzoni (terzo Concerto); li accompagna la Fpi Orchestra più volte presente negli scorsi anni sul palco dei Chiostri all’interno del progetto Bach.
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«Rachmaninov mi piace, è tra gli autori che prediligo, anche le sue opere per solo pianoforte – osserva Olaf Laneri – andrebbe rivalutato e collocato più in alto nel gotha dei compositori. La storia lo ha ritenuto conservatore ma senza di lui la musica da film non si sarebbe sviluppata in un certo modo. Ha tratto in inganno la sua facilità melodica, di tipo sentimentale che deriva da Čajkovskij. Ma ascoltandolo suonare, per fortuna ci sono rimaste tante sue incisioni, si scopre un modo di approcciarsi allo strumento molto moderno e lucido. Voglio dire che non appare come l’artista ispirato, ma l’esecutore che procede comunicando in maniera ben definita il senso della struttura del brano e la sua personalità: trovo il suo secondo Concerto uno dei più riusciti della storia della musica: è essenziale, presenta temi splendidi, ben incastrati in un efficace contrappunto; risponde sempre all’ispirazione del momento e con l’orchestra i dialoghi sono perfetti». Laneri , un musicista a tutto tondo e solido, si è formato all’accademia di Imola negli anni in cui era frequentata da pianisti come Maurizio Baglini, Giorgia Tomassi, Enrico Pace e lo stesso Mazzoni. Tra le imprese degne di essere menzionate, Laneri che insegna al Conservatorio di Adria, ha eseguito per ben quattro volte l’integrale delle Sonate di Beethoven.
Stasera sarà speciale non solo per il programma e gli esecutori, ma anche perché il concerto sarà introdotto dallo psicologo Marco Tamelli che proporrà un’esercitazione di Mindfulness volta a rilassare e predisporre il pubblico all’ascolto. L’intervento è realizzato in collaborazione con Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) all’interno del progetto che riguarda il cambiamento degli stili di vita e che vede la musica come terapia basilare per il benessere psicofisico. «Farò una breve introduzione del concerto inserendo alcuni elementi di consapevolezza dello stare lì usando la musica come veicolo di consapevolezza – spiega Tamelli –. Chiederò ad ognuno di ascoltarsi, allontanandosi dalla quotidianità. Mindfulness vuol dire consapevolezza dell’esser lì, presenti a ciò che si fa senza giudizio: si lega in modo laico alla meditazione orientale. Nell’arco di dieci minuti chiederò al pubblico di chiudere gli occhi, di ascoltare il proprio respiro, ricordando loro le proprietà della musica da considerare come elemento di promozione della salute». —
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