L’ultima Pulcinellata di Antonio Fava: «È l’unica maschera che non muore mai»
“Pulcinella ammutolito” in scena domani alla Cavallerizza: «È un pollo, un coglione, un fesso... perché è buono»
REGGIO EMILIA. Da pochi giorni è iniziato lo Stage Internazionale di Commedia dell’Arte con oltre 36 partecipanti da Europa, Asia e America. Intanto Antonio Fava, anima della manifestazione, ha programmato in Cavallerizza due spettacoli (prodotti da Arscomica, manager Dina Buccino): “Pulcinella ammutolito” (domani sera alle 21) e “Donna Vincenza al ballo” l’8 agosto.
Il primo, Pulcinellata in un atto scritta, musicata e messa in scena da Antonio Fava, vede in scena al suo fianco Annina Gieré attrice e cantante lirica di Zurigo. «È l’ultima mia Pulcinellata che inseguo da venticinque anni, nella scia dei comici dell’Arte. Perché ammutolisce? Ma… lo dice il sottotitolo “per fame, per amore, per paura e per aver visto la morte in faccia”... Alle grandi qualità di Annina sono affidati i personaggi che di volta in volta s’imbattono in Pulcinella, o Pulcinella in loro; alla sua voce di Annina Gieré sono affidate le note che arricchiscono musicalmente l’Ammutolito». Lo spettacolo, già applaudito in Colombia, Usa e Danimarca, è già prenotato in Turchia, Libano e Svizzera.
Fava da sempre è Pulcinella; questa maschera una tra le molteplici della Commedia dell’arte, non solo viene da lui rappresentata, ma anche è oggetto di lezioni universitarie che tiene in giro per il mondo. Inoltre è il soggetto principale di un libro edito qualche anno fa e pubblicato anche in America “Vita, morte, risurrezione di Pulcinella” che si affianca a “La maschera comica nella commedia dell’arte” in cui spiega la struttura della Commedia dell’Arte.
«Pulcinella – spiega – è l’unica maschera che non ha conosciuto interruzioni storiche. Pulcinella è la garanzia storica della continuità dell’Improvvisa. Pulcinella ha portato avanti, in epoca romantica, quando tutta la Commedia era scomparsa dal Continente, il genere e la sua evoluzione: è Pulcinella la porzione di Commedia che l’ha rigenerata e ricostruita per intero. Pulcinella, “grande sopravvissuto”, ha fatto sopravvivere un intero mondo. Egli è la massima espressione dell’essere umano-sociale esposto a tutti i possibili drammi, impicci, imbrogli quotidiani e tutti come vittima: poiché Pulcinella è un “pollo”, un coglione, un fesso; e lo è perché è profondamente buono».
Per quanto riguarda il suo alter-ego Annina Gieré, a lei sono affidati i ruoli della Zezza, versione femminile di Pulcinella, del Nonno che appare in sogno a Pulcinella dandogli i numeri da giocare al lotto, della Sonnambula che s’innamora di lui, del turco Trebisonda che si esprime proprio in turco e infine Fosca, una signora molto elegante… peccato che sia la morte!
«Passare da un personaggio all’altro è di certo una sfida – commenta Annina Gieré – dato che in una manciata di secondi, nell’immedesimarmi nel nuovo personaggio, devo trovare altri universo, altri rapporti. Mi piace questo gioco e siccome non mi accontento, canto pure, da soprano. La mia natura è eclettica, esprimo molta energia sul palcoscenico; quando ho conosciuto Antonio sono rimasta folgorata e la mia curiosità mi ha spinto ad entrare con tutta me stessa nel mondo della Commedia dell’arte». Lo spettacolo è a ingresso libero così come «libere sono le risate – ci dice Fava –e naturalmente gli applausi.
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