Il Quartetto Adorno sul palco con il pianista Bruno Canino
Il Festival Rocchi prosegue questa sera (ore 21) con un’esibizione eccezionale In programma, nella chiesa del castello, Brahms, Beethoven e Durosoir
Ritorna il Quartetto Adorno nella sua terra. Vale a dire Reggio Emilia dove nel 2017 si aggiudicò il Terzo Premio (con il Primo non assegnato), il Premio del Pubblico e il Premio Speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo al Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani”. Per questa superba affermazione si è fatto conoscere a livello internazionale e da allora non si è più fermato; anzi continua ad incrementare impegni e a raccogliere consensi.
Il Quartetto Adorno, costituitosi nel 2015 e formato da Edoardo Zosi, Liù Pelliciari, Benedetta Bucci e Danilo Squitieri, è anche un po’ reggiano perché è reggiana la Pelliciari, il secondo violino, inoltre Reggio Emilia dove lei risiede insieme al marito che è appunto Zosi, primo violino e anima dell’ensemble, diventa spesso il luogo delle loro prove. Imperdibile è il loro concerto di questa sera nell’ambito del Festival Sesto Rocchi di San Polo (chiesa del castello, ore 21) in cui l’Adorno si esibirà nello stupendo Quintetto in fa minore di Brahms insieme al pianista Bruno Canino. Così il concerto si trasforma in un evento imperdibile poiché Canino, nato più di 80 anni fa è un pianista dalla lunga carriera di concertista e camerista, che lo ha portato a suonare in tutto il mondo collaborando con artisti come Cathy Berberian, Severino Gazzelloni, Itzhak Perlman, Salvatore Accardo, Uto Ughi, András Schiff e Viktoria Mullova.
«Canino è splendido! Abbiamo già suonato con lui a Milano all’Auditorium Gaber e ad Arezzo; in passato mio marito Edoardo ha effettuato diversi recital ed io sono stata il violino nel Quintetto “La trota” di Schubert – ci dice Liù Pelliciari –. Chiaramente, fin da subito, siamo rimasti affascinati dalla sua eccezionale sensibilità per la dinamica e i colori che vuole ottenere, dalla sua capacità di costruire gli equilibri per fare risaltare tutti al meglio. Riesce a far sentire la pienezza nel pianoforte lasciando nel contempo lo spazio al quartetto. Sa perfettamente quando un tema o un dettaglio va evidenziato: in questo modo ci trasmette il senso profondo mirato alla ricerca della perfezionane. C’è pienezza e trasparenza in quello che ci chiede e, inoltre, esemplare la chiarezza ritmica che vuole ottenere Ci ha stupiti – prosegue Kiù Pelliciari – quando ha suonato con noi la prima volta trasmettendoci questo suo incredibile entusiasmo di lavorare con i giovani. Nello stesso tempo regala continuamente riflessioni nuove, oltre un prezioso bagaglio che non solo è fatto di idee sui brani, ma anche di aneddoti... Così mette in moto il nostro entusiasmo che accresce la passione che ognuno di noi ha per suonare in quartetto».
Anche con presenze autorevoli come questa con Canino il Quartetto Adorno si prepara a nuove sfide, come portare a termine l’integrale dei Quartetti di Beethoven che, distribuiti in tre anni, dovrà suonare in ben sei città italiane: Lucca, Vercelli, Venezia, Catania, Cagliari, Urbino, mentre l’anno prossimo affronterà una lunga tournée in America.
Il programma del concerto di questa sera, oltre al Quintetto di Brahms, comprende il Quartetto op.18 n.2 di Beethoven e una composizione del francese Lucien Durosoir. —
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