Iva Zanicchi: «Io, nata di luna buona lo diceva mio nonno»
“L’aquila” torna a casa per esibirsi domani alla Centrale di Ligonchio. «Sarà uno spettacolo nel quale ripercorrerò la mia vita... sono stata fortunata»
Un omaggio alla propria casa, alle proprie radici e alla propria storia di «ragazza nata di luna buona». Non potrà essere una serata normale quella che Iva Zanicchi vivrà domani alla Centrale idroelettrica di Ligonchio, dove presenterà lo spettacolo “"Sono nata di luna buona”, un lavoro a metà fra musica e teatro in cui ripercorre una carriera lunghissima, vicina ai sessant’anni di attività. È il momento più atteso della lunga settimana di celebrazioni promosse da Enel Green Power per celebrare il secolo di vita della Centrale di Ligonchio. Proprio nel 1919 iniziarono i lavori di costruzione dell’impianto, un complesso in stile Art Noveau dal notevole impatto architettonico. Quell’anno cambiarono i destini di Ligonchio e dei suoi abitanti, fra cui la famiglia Zanicchi, originaria del piccolo borgo di Vaglie; il paese appenninico divenne uno dei più ricchi della provincia, sulla scia della centrale e dell’indotto, prima di spegnersi progressivamente con l’automatizzazione della struttura e la perdita dei posti di lavoro. «La Centrale – ricorda Iva – ha segnato le vite di tutti noi abitanti di Ligonchio, e suonare per questo anniversario, in un luogo così suggestivo, sarà emozionante. Dobbiamo ringraziare Enel Green Power per aver sostenuto la rassegna», racconta ora la cantante e attrice, che nel paese del Crinale mantiene una casa, tanti legami famigliari, tante amicizie. E dove non manca mai di tornare.
Quanto ha inciso la Centrale sul paese?
«La nostra era una zona povera, di carbonai, di pastori, di agricoltori che cercavano di andare avanti. La Centrale ha portato il lavoro, ha iniziato mio nonno, ci ha lavorato mio padre, mi ricordo benissimo quegli anni».
In più, per lei, è un altro concerto a casa, no?
«Esatto, sono diversi anni che non mi esibivo qui e sarà ovviamente una bella opportunità. Poi la ricorrenza renderà ancora tutto più particolare, ci troveremo a ricordare la nostra storia».
A proposito di storie, "Sono nata di luna buona” ripercorre la sua.
«Non sarà un concerto, ma uno spettacolo teatrale che mi permetterà di tornare fra le varie fasi della mia carriera. Io sono stata molto fortunata».
Davvero?
«Ho lavorato con Fellini, con Visconti, ho conosciuto Ungaretti, ho potuto frequentare grandissimi artisti, ho collaborato con grandi artisti e grandi musicisti».
Troveremo tutto questo, nel suo spettacolo?
«Sì, sarà un modo per rivedere tutte le varie fasi della mia carriera e della mia vita, anche in maniera ironica, leggera. Ma non mancheranno alcuni momenti più intimi, che penso possano essere toccanti anche per il pubblico».
Con un percorso come il suo, quanto ci sarebbe da raccontare?
«Come ho detto, sono stata una persona fortunata, per quello che ho potuto fare, per le persone che ho potuto incontrare. D’altronde, mio nonno lo diceva, che ero nata di luna buona».
Nata di luna buona, dice. Il titolo del suo spettacolo. Ha un significato preciso?
«È un modo di dire tipico delle nostre parti. Quando c’è la luna buona le cose vanno bene, la natura cresce. Se una persona nasce di luna buona sarà, una persona fortunata. Mio nonno me l’ha sempre detto, che ero nata di luna buona, e penso proprio avesse ragione». —
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