Da Aterballetto fino a Palermo per creare una fiaba onirica
reggio emilia. A distanza di tre anni Valerio Longo, fino all’anno scorso danzatore di Aterballetto, è stato invitato nuovamente dal teatro Massimo di Palermo come coreografo per creare un lavoro destinato al corpo di ballo.
La prima volta è successo nel 2016 con “Plasma” e quest’anno gli è stato commissionata un’ altra importante creazione che prevede l’uso di due partiture importanti quali Ma Mère l’Oye e il celebre Bolero di Ravel.
Una serata ricca, quella che si è svolta qualche giorno fa, che prevedeva anche una coreografia di Matteo Levaggi e una di Ricardo Nuñez. Al termine della performance Longo ha ricevuto vasti ed unanimi consensi. In apertura hanno riproposto il passo a due “Plasma” su musica di Mauro De Pietri mentre a conclusione è stato proposto Quadro Ravel, con scene e luci di Carlo Cerri e i costumi di Silvia Califano, con tutti i 37 danzatori.
«Elementi bravi e generosi – racconta Longo – per i quali ho messo insieme una storia sospesa, fantasiosa prima di Bolero, dato che in “Ma Mère l’Oye” si raccontano cinque fiabe. In questo senso utilizzando tavoli trasparenti e strutture in plexiglas ho cercato di costruire un mondo onirico per poi arrivare alla realtà nel Bolero. Quadro Ravel, ripetuto anche a Ventimiglia di Sicilia, ha offerto al corpo di ballo del teatro Massimo un impegno continuo. Abbracci infuocati provocavano un’incredibile tensione che ben si addiceva alla musica così coinvolgente del Bolero. Vi hanno assistito duemila persone e il successo è stato grandioso, mi sono commosso».
Prima di Palermo, Longo ha creato un nuovo lavoro nell’ambito del Festival Coulours di Stoccarda, cui partecipano alcune delle compagnie più blasonate. In una serata dal titolo “Meet the talents”, la compagnia di Gauthier ha danzato la pièce di Longo ispirata alla divinità egizia Maat. —
Giulia Bassi
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