Più di 50mila tortelli invadono Campolungo
Oggi 14 agosto e domani la frazione ospiterà la tradizionale tortellata estiva, appuntamento che attira migliaia di persone ogni anno
CAMPOLUNGO. Decine di migliaia di tortelli per mangiare, festeggiare il Ferragosto ed fare solidarietà. Oggi 14 agosto e domani torna uno dei principali appuntamenti dell’agosto montanaro, la tortellata di Campolungo, paesino a ridosso della Pietra di Bismantova che ogni anno raduna migliaia di persone nei due giorni di eventi.
Nel 2019 si festeggia la 23esima edizione della tortellata, partita come locale e nata attorno alla parrocchia di Campolungo per sostenere progetti solidali. Oggi è diventata un piccolo “colosso”, capace di raccogliere tanti sponsor e tanti sostenitori. E di diventare un evento ormai consolidato: tanti turisti si organizzano per visitare la montagna reggiana proprio nei giorni attorno al Ferragosto così da poter fare una tappa a Campolungo.
Prima di tutto grazie al cibo, ai tortelli preparati nei giorni precedenti all’evento dallo storico gruppo di donne ed uomini della zona, che si ritrovano nelle sale parrocchiali per realizzare tortelli di patate, di erbette, di zucca, di radicchio. I numeri sono altissimi, ogni anno si scollina sopra quota 50mila o 60mila tortelli, dopo aver sfiorato un record vicino agli 80mila.
La varietà, su questo fronte, non manca. Al classico pesto verde con ricotta, spinaci e bietole, si unisce un’altra grande tradizione montanara, quella dei tortelli di patate, dal sapore meno intenso e da abbinare a sughi robusti. Non manca poi il terzo caposaldo, il tortello di zucca, unito a quello di radicchio, più peculiare.
I clienti potranno scegliere, per ognuna delle quattro “basi” l’abbinamento con diversi condimenti: il pacchetto propone il classicissimo burro e salvia, il ragù tradizionale, l’altrettanto immancabile soffritto con lardo e pomodoro ed un pesto a base di pancetta. Miscele non particolarmente dietetiche, certo, ma decisamente saporite.
A chiudere la proposta, carne, arrosti e le torte tipiche montanare, anche queste rigorosamente cucinate a mano dalle rezdore come il piatto principale. Entrambe le serate non si concludono con la cena ma proseguiranno con musica dal vivo, animazioni per i bambini, giochi e dj set sino a dopo la mezzanotte.
La festa coinvolge quasi duecento volontari, dai bambini alle nonnine che lavorano per preparare i tortelli freschi, tutti dotati delle immancabili magliette, con slogan che cambiano di anno in anno. Vengono inoltre utilizzati solo materiali biodegradabili, e nei piatti si trovano solo ingredienti a km zero, prodotti nella zona montana.
Non meno importante la finalità benefica: anche nel 2019 la tortellata di Campolungo sosterrà diverse iniziative solidali in Italia e all’estero. Un’usanza legata alla stessa origine della manifestazione, organizzata in avvio dalla comunità parrocchiale di Campolungo e del Casale nella seconda metà degli anni ’90 proprio come momento di beneficenza, oltre che di ritrovo per gli abitanti “stanziali” e quelli di ritorno.
Entrambi gli obiettivi sono stati rispettati, con un esponenziale aumento dei partecipanti. A tutt’oggi, la fase preparatoria ed i due giorni di festa sono un momento di condivisione per generazioni lontanissime, dai bimbi che iniziano a dare una mano pulendo e servendo ai tavoli alle cuoche più anziane, alcune attorno ai 90 anni di età, che non rinunciano alle giornate di piegature di tortelli e di chiacchiere con le amiche in vista delle attesissime cene.
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