Woodstock del 1969 rivive nei fiori dipinti dai pittori naif
Gualtieri. Inaugurerà questa mattina alle 10 presso la casa-museo “Antonio Ligabue” di Gualtieri in via Giardino 27 la mostra “I fiori di Woodstock e i fiori dei naif”. A distanza di 50 anni dal mitico raduno che si svolse tra il 15 e il 17 agosto del 1969 a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, all’apice della diffusione della cultura hippie e che fu in grado di richiamare circa un milione di persone. Un evento in cui tantissimi americani vissero tre giorni all’insegna della pace, dell’amore e della musica. E ora questa mostra costituisce l’occasione per ripercorrere la musica e il costume degli anni Sessanta, che hanno visto nello storico festival il loro culmine. La mostra sarà caratterizzata da documenti originali, che verranno accostati ai fiori con i fiori proposti dai pittori naif di quel periodo.
«Gli anni Sessanta – spiega Giuseppe Caleffi, direttore della casa museo che ospita l’esposizione – sono forse l’ultimo periodo in cui l’umano ha una percezione positivista del futuro, tanto da attualizzarlo e poter cantare come facevano i “Nomadi” che “un figlio dei fiori non pensa al domani”. I fiori dei naif sono i fiori di Woodstock, sono i fiori di un mondo che lavora e si sacrifica con la sicurezza di un domani migliore, di un alba che sta arrivando ed “elegge” i fiori a rappresentare simbolicamente questa speranza. Le fiabe dipinte nei quadri naif raccontano di una società che crede nel futuro».
La mostra sarà visitabile sino a domenica 8 settembre. Per informazioni telefonare al numero 333/6546098. –
A. V.
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