Gazzetta di Reggio

brescello 

La sagra di San Genesio entra nel vivo con i concerti in piazza

Andrea Vaccari
La sagra di San Genesio entra nel vivo con i concerti in piazza

Prevista come ogni anno la camminata di Peppone e Don Camillo Tributi a Lucio Battisti e Renato Zero

2 MINUTI DI LETTURA







Torna come ogni anno l’appuntamento con la sagra di San Genesio, patrono di Brescello, che si svolgerà come da tradizione in piazza Matteotti grazie all’organizzazione della proloco, il patrocinio del Comune, e la collaborazione di Fondazione, circolo Anspi, Motoclub, gruppo comunale di Protezione civile, Nuova comunità di Ghiarole, Avis e Auser.

Il programma si è aperto ieri ma la manifestazione entra nel vivo questa sera: alle 19.30 la tradizionale cena sarà accompagnata dal duo composto da Paolo Panigari e Fabiano Corsi mentre alle 21 si terrà un tributo a Renato Zero. Domani sera la cena sarà accompagnata dalla miniband e dagli allievi della scuola di musica “Amici di Valerio”, con brani di musica pop e italiana, poi alle 21 è in programma il concerto dei “Paradise circus”, che suonerà brani di musica soul, funky e pop con l’esibizione di Ethan Bonini, Eoin Setti, Pietro Vecchi, Thomas Alghisi, Marco Cilloni, Franco Bernardi, Martino Mora e Cesare Panizzi. La giornata sarà preceduta, nel pomeriggio, dalla 21esima edizione della camminata di Peppone e Don Camillo con ritrovo al centro sportivo e partenza alle 18.15. La sagra si concluderà domenica: in questa giornata il ristorante – come sempre gestito dai volontari della proloco – sarà in funzione a pranzo e non a cena, alle 8 scatterà il mercatino del riuso e alle 21 si terrà il concerto tributo a Lucio Battisti.

Ma come mai a Brescello si celebra il culto di San Genesio? Genesio venne inviato da sant’Ambrogio nell’anno 388 a reggere la diocesi di Brixellum, fiorente municipium romano. Due secoli dopo la sua scomparsa avvenuta nel 399, Brescello venne coinvolta nella lunga guerra tra Longobardi e Bizantini. Decadde la città e con essa anche la sede vescovile, traslata per necessità a Parma, ma non la memoria del suo primo vescovo.

Infatti nella seconda metà del X secolo Adalberto Atto di Canossa decise di far rinascere Brescello, per la sua posizione strategica lungo il Po e affidò a Genesio il patrocinio celeste sul nuovo borgo fortificato. Proprio nella fase di ricostruzione venne ritrovata all’interno dei ruderi di una basilica tardo-romana l’urna con i resti mortali del santo, che furono conservati in un primo tempo presso la chiesa dell’abbazia benedettina di Brescello, titolata a San Genesio; a partire dalla seconda metà del Cinquecento le spoglie furono traslate in una cappella della chiesa parrocchiale, dove sono tuttora conservate. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google