Gazzetta di Reggio

La più grande opera di Vasco Montecchi esposta nella capitale degli scultori italiani

Roberto Fontanili
La più grande opera di Vasco Montecchi esposta nella capitale degli scultori italiani

Alta oltre 11 metri, si trova nel parco Open One di Pietrasanta L’artista: «Volevo una creazione superiore a tutte le altre»

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Nuova vita per l’imponente scultura in marmo bianco di Carrara intitolata “Liberarsi” del maestro Vasco Montecchi, che dopo un lungo periodo di oblio trova la sua degna collocazione nel parco sculture Open One, la galleria di arte moderna e contemporanea di Pietrasanta (Lu) dove è stata innalzata qualche giorno fa.

Liberarsi è una scultura di grandi dimensioni, la più grande mai realizzata da Montecchi, originario di Castagneto di Baiso, che ha avuto un percorso accidentato e tribolato e che oggi è finalmente visibile dopo che il precedente committente l’ha tenuta per anni in un capannone. Una scultura che era stata protagonista di un incidente a causa della rottura di un cavo di acciaio in fase di lavorazione, che ne aveva causato la caduta e, come racconta lo stesso Montecchi, «si era rotta in molti pezzi piccoli e grandi mentre veniva da sollevata da terra per scolpire l’altra parte del monolito».

Si tratta di un’opera che il maestro ha fortemente voluto e realizzato in due anni di lavoro, per dare anima e vita a un monolito di marmo alto ben 11.30 metri che oggi si libra con le sue due grandi ali verso il cielo e sullo sfondo dei monti che fanno da corona alla Versilia.

Liberarsi è una scultura davvero imponente per dimensioni e peso. Basti pensare che il Discobolo di Mirone è alto 1.56 metri, mentre il David di Michelangelo arriva a 5.20 metri di altezza. Ma non è solamente la sua grande altezza a farne un’opera d’arte, quanto, come dice Montecchi, «la voglia dopo tanti anni di lavoro e di tante opere di una certa dimensione di realizzare una scultura con misure superiori a tutte le altre. Doveva essere un’opera che doveva tendere verso l’altro, che cercasse a luce, che volasse e che avesse al centro una colomba che vuole liberarsi da una strettoia. Pensai subito di intitolarla semplicemente “Liberarsi”».

La nuova e forse definitiva collocazione della scultura di Montecchi a Pietrasanta, che da sempre è considerata la “capitale” degli scultori, è stata accompagnata anche dalla pubblicazione del bel catalogo “Liberarsi. Genesi di una scultura di Vasco Montecchi”, a cura di Marzio Dall’Acqua e al quale hanno contribuito, per la parte fotografica, anche i due fotografi reggiani Mario Cocchi e Eider Zini che hanno documentato la parte relativa al montaggio e al trasporto della scultura, sbozzata e scolpita da un unico blocco.

La lettura del catalogo che ha accompagnato la collocazione dell’imponente scultura a Pietrasanta riesce a rendere partecipe il lettore del lungo lavoro che ha portato alla nascita dell’opera. Dalla sua ideazione all’individuazione del grande blocco di marmo indispensabile per la sua realizzazione, fino ai primi lavori di sbozzatura in seguito ai quali la scultura ha cominciato a prendere forma e alla sua imprevista rottura che obbliga Montecchi “a ripartire da zero”. Per finire con il suo trasporto al parco sculture Open One di Pietrasanta, dove oggi può essere ammirata in tutta la sua leggerezza e «dominare in tutta la sua imponente bellezza l’open space della galleria». —



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