Una raccolta di fondi per il primo disco di Ezio Bonicelli prodotto come solista
L’opera del musicista reggiano si intitola “Filo sincero”. Docente di violino, è tra i fondatori degli “Ustmamò”
REGGIO EMILIA. Un “Filo sincero” da tessere con l’aiuto di amici vecchi e nuovi. È partita la campagna di crowdfunding per finanziare il primo disco solista di un ormai trentennale protagonista della musica reggiana, Ezio Bonicelli. Originario di Villa Minozzo, violinista e chitarrista, è stato uno dei fondatori degli Ustmamò e da allora ha sempre collaborato con Giovanni Lindo Ferretti, produttore del debutto della band.
Insegnante di violino al conservatorio, docente di musica nelle scuole, in questi decenni ha partecipato a decine di progetti, suonato dal vivo con diversi artisti – tutt’ora è al fianco di Ferretti nelle esibizioni live – e curato anche un percorso dedicato alla Furlana, antica danza rinascimentale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Adesso ha deciso di uscire in proprio realizzando il primo album solista, “Filo Sincero”. Dodici brani composti da Bonicelli, divisi fra due strumentali e dieci canzoni con testi dello scrittore Emanuele Ferrari, pezzi poi messi in musica con l’aiuto di tanti musicisti della montagna reggiana e non solo. Per produrre il disco, stamparlo e distribuirlo, Bonicelli ha puntato su una formula sempre più diffusa, quella del crowfunding, la campagna di raccolta fondi aperta a tutte le persone interessate.
Il portale per il crowdfunding scelto è BeCrowdy, uno dei principali in Italia nel settore musicale. Per sostenere Bonicelli è sufficiente andare sul sito, cercare il progetto “Filo Sincero” e scegliere una delle possibili opzioni di contributo. Come da formula, a una diversa cifra corrisponderà un differente premio: si va dall’album in formato digitale a premi crescenti, sino alla possibilità di un concerto acustico direttamente a casa del donatore. L’obiettivo fissato è di 5mila euro, c’è tempo per partecipare sino alla seconda metà di novembre.
In “Filo sincero” si troveranno tante voci e tanti contributi. In primis quelli degli Ustmamò. Luca Rossi si occupa del basso e co-produce assieme a Bonicelli, Simone Filippi suona le parti di batteria e pure la cantante Mara Redeghieri torna a casa, offrendo la sua presenza vocale. Con loro il trombettista jazz castelnovose Tiziano Bianco, l’altro trombettista Massimo Guidetti e il clarinettista Omar Campi. Tante le voci coinvolte oltre a quella della Redeghieri: fra i solchi digitali si alternano Sara Leonardi, Anna Palazzi (impegnata anche al pianoforte), Paolo Romei, Alessia Giorgini e il Coro di Cerredolo. Il lavoro è completato da diversi video, girati da Silvia Degani e montati da Luca Guerri.
Per Bonicelli le novità sono tante. Il primo disco, certo, ma anche l’impegno come cantante. «Il canto esce dalle parole che ho scritto di getto insieme alle melodie. Significati e simboli che sono emersi dal vivere profondo e hanno trovato nella canzone il vestito ideale, forse l’unico veramente possibile. Il mio mondo è sempre stato lontano dalle parole», racconta lo stesso Bonicelli.
«Sono cresciuto con il mito della musica assoluta di Brahms, Beethoven, Mozart e Bach, come in una dimensione mistica che mi ha fatto toccare l’infinito. Poi sono successe vicende della vita che hanno aperto nuove strade». —
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