Il musicista reggiano Oliver conquista l’Ucraina e diventa un simbolo dell’Italia all’estero
Alfonso Olivo, 32 anni, si è trasferito all’Est da tre anni. Con la sua musica ha ottenuto un successo internazionale, ed è stato chiamato anche dall’ambasciata italiana a Kiev
REGGIO EMILIA. Con gioia e dopo ormai tre anni dalla scelta di spostarsi in Ucraina, il cantautore Alfonso Oliver continua a fortificare l’ormai solido ponte creatosi musicalmente tra le due nazioni. Alfonso Oliver è il nome d’arte di Alfonso Olivo, 32enne da sempre residente a Reggio Emilia, dove si è trasferito da Crotone assieme alla sua famiglia quando non aveva nemmeno sei mesi.
È in città che inizia ad avvicinarsi alla sua passione, grazie a una scuola musicale pubblica dove studia canto moderno e chitarra classica, per poi successivamente dedicarsi ai primi brani. A 25 anni il debutto discografico come voce e leader de “Gli Oliver”, poi lasciati per il percorso da solista. In questo cammino, ha iniziato a frequentate l’Ucraina dove – come in vaste zone dell’Europa orientale sino alla Russia – la musica italiana è particolarmente apprezzata.
Nell’ultimo triennio la sua carriera locale è definitivamente decollata e in questa estate 2019 Oliver è stato impegnato in un lunghissimo tour, in cui ha toccato festival e teatri delle principali città ucraine, suonando davanti a parecchie migliaia di persone, spesso affiancato da orchestre ed ensemble particolarmente numerose.
Ad aiutarlo il successo del singolo “Mama”, traduzione in italiano di un brano molto amato in Ucraina, ovviamente a tema materno. Pubblicato a maggio, ha ottenuto tantissime visualizzazioni su internet, buone vendite, una costante programmazione nelle emittenti radiofoniche e tanta attenzione dai media: grazie a “Mama”, Oliver si è spesso trovato al centro di servizi televisivi curati dalle reti nazionali.
La rampa di lancio della canzone gli ha permesso di essere poi invitato come ospite a programmi di intrattenimento da prima serata, in cui ha presentato le proprie composizioni, guadagnando ulteriore visibilità. Il riconoscimento è ormai anche formale. A fine maggio, in occasione dell’Italian National Day celebrato nel Paese, Alfonso Oliver è stato invitato dall’ambasciata italiana a Kiev e lì, nella capitale, ha intonato i due inni nazionali, quello italiano e ucraino, durante un momento ufficiale all’interno delle celebrazioni.
Da allora sino a queste settimane la tournée lo ha fatto girare a trottola con decine di date nelle sedi e davanti ai pubblici più disparati, confermandolo sempre più come uno degli artisti stranieri più seguiti in una delle nazioni più popolose dell’intero continente. Già nell’agosto 2018, più o meno un anno fa, aveva piantato basi solide vincendo il Gran prix della musica internazionale del festival “Retro”, primo artista italiano ad ottenere l’onorificenza, fra le più seguite dal pubblico ucraino.
Grazie al risultato, aveva potuto partecipare come ospite ad un lungo giro concertistico collettivo prima nel suo Paese adottivo e poi in Libano, chiamato dall’ambasciatore di stanza a Beirut. Il legame con l’Italia e con Reggio non si è mai interrotto. Oliver continua a comporre principalmente nella sua lingua nativa e partecipa a spettacoli e raduni, ultimo il Premio Battisti di Sanremo.
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