La personale di Alfonso Borghi incanta la Capitale della cultura
Un successo la mostra del pittore reggiano a Matera: «Visitatori da tutto il mondo, che emozione...»
REGGIO EMILIA. Si concluderà proprio in questi giorni, e precisamente sabato, la personale dell’artista reggiano Alfonso Borghi dal titolo “Dentro silenzi solenni”, ospitata a Matera all’interno dell’affascinante e settecentesca chiesa del Purgatorio. Inaugurata il 3 agosto, la mostra è curata da Daniela Brignone e ha il patrocinio di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
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Raccoglie circa una ventina di opere del maestro reggiano, considerato tra i rappresentanti italiani più significativi dell’espressionismo astratto europeo, tanto che il suo stile è stato accostato alle sperimentazioni di artisti come Sam Francis e Jackson Pollock.
Alfonso Borghi è nato a Campegine nel 1944. Si è formato da autodidatta e, appena maggiorenne, ha dato vita alla sua prima esposizione. Per un breve periodo ha soggiornato a Parigi, città in cui ha avuto modo di approfondire lo studio di grandi pittori, in particolare Pablo Picasso e gli altri noti interpreti del cubismo.
In più di quarant’anni di attività ha collezionato mostre ed eventi importanti, dedicandosi non solo alla pittura ma anche all’arte plastica e alla scultura, lavorando il vetro e la ceramica. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il maestro, reduce dal grande successo nella “città dei sassi”.
Sono ormai gli ultimi giorni di apertura della mostra. Si aspettava quest’accoglienza?
«Sapevo che Matera era una tappa importante, ma non mi aspettavo un successo così grande. Grazie a Matera prima di tutto, ma anche alla mia pittura. Mi ha dato emozione, vedere visitatori da tutto il mondo… veramente, è stata una cosa stupenda. Soprattutto durante la settimana di Ferragosto, mi hanno addirittura chiamato per dirmi che c’era un’attesa di un quarto d’ora per entrare, tra un gruppo e l’altro! Proprio come succede nei grandi musei».
Dove sono esposte le opere?
«Nella chiesa del Santo Purgatorio, che si trova in via Ridola, nel cuore di Matera. Quella che è la strada principale del centro, dove si concentra il passaggio. È stata bravissima la curatrice, la Brignone, una storica dell’arte originaria di Palermo che ha visto in questa location il posto ideale per la mia mostra».
E ora, dopo Matera, che programmi ci sono?
«Stiamo già lavorando per il 2020. Prima di tutto abbiamo una mostra in programma al Palazzo Ducale di Parma, e mi prenderò tutto il tempo necessario per curarla a dovere. Poi sto aspettando una risposta dai Musei San Domenico di Forlì. E sempre la Brignone mi sta preparando una mostra alla Reggia di Caserta. E ancora, a Palazzo Ducale di Massa: il presidente della provincia di Massa-Carrara e il sindaco di Massa vogliono la mia mostra nella loro città, che ha già ospitato autori come Mario Schifano e Gianfranco Ferroni. Ecco, per il momento son messo così…»
Questo per parlare dell’Italia. E all’estero invece?
«Allora, ci sono tre cose: uno è un ritorno a Dubai, dovuto al successo delle due mostre che ho fatto in precedenza. Andrò probabilmente in autunno a prendere accordi. Poi alcuni collezionisti canadesi venuti a vedere le mie opere a Matera hanno chiesto che vada a esporre anche a Montréal. Infine persino una segretaria di Bill De Blasio, il sindaco di New York, ha voluto i miei cataloghi per mettere avanti una mostra».
Quindi un anno di grandi successi, dopo la presentazione del catalogo Mondadori.
«Sì, il catalogo generale che accompagna la mostra, presentato da Giovanni Faccenda. E poi c’è anche l’Anthology, che è un vero e proprio libro d’arte, curato graficamente da Alberto Nodolini. E che raccoglie varie mostre importanti di questi ultimi anni, tutte a livello museale. Un libro magnifico, che abbiamo presentato al Palazzo dei Principi di Correggio».
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