Ritorna la “Strapolentata” all’ombra della Pietra in parrocchia a Campolungo
Gastronomia montanara assoluta protagonista domenica a pranzo tra casagai e salsicce Seguirà, per digerire, un’escursione guidata
CASTELNOVO MONTI. Gastronomia montanara all’ombra della Pietra di Bismantova. Domenica a Campolungo, frazione di Castelnovo Monti nell’area della Pietra, va in scena la decima edizione dell’ormai classica “Strapolentata” organizzata dall’associazione La combriccola di Casale. Di cosa si tratta?
La “Strapolentata” è un festival della polenta con condimenti ospitato dalla parrocchia che ogni anno è sede anche della celebre tortellata di agosto. Si inizia alle 12.30 con il pranzo con vari tipi di sughi per la polenta, dalla carne al pomodoro ai funghi e al ragù. Non mancherà poi la classica grigliata con salsicce e costine e un altro tradizionale piatto montanaro, i casagai, i pezzetti di fritti di polenta conciata con lardo, fagioli, aglio, spezie ed altri sapori. Un primo molto gustoso e saporito, spesso presente nelle feste della montagna e non solo.
Digerita la polenta, nel pomeriggio si proseguirà con intrattenimenti, tornei di briscola e pinnacolo, giochi per grandi e piccini e un’escursione guidata alla Pietra di Bismantova. Campolungo e tutta l’area di Casale e Vogno si snodano attorno alla Pietra stessa, lungo la prima parte della strada ad anello che da questi paesi – a pochi chilometri dal centro di Castelnovo Monti – porta sino al lato opposto del celebre complesso roccioso, uno dei principali simboli della montagna reggiana.
Finita la camminata, dalle 17.30 chi lo vorrà potrà tornare a tavola, per una robusta merenda a base di gnocco fritto e salumi, piadine farcite, crêpes alla nutella e alla marmellata e selezioni di birre artigianali e non. La festa proseguirà poi sino a sera. Per informazioni e prenotazione, chiamare i numeri 338/2539093 e 375/ 5359679.
La “Strapolentata” è da un decennio un appuntamento fisso per i primi giorni di settembre, conclusione della stagione estiva per l’area di Casale e Campolungo dopo un periodo molto intendo come quello del Ferragosto. La tortellata di Campolungo è forse l’evento ferragostano più conosciuto e frequentato dell’intera zona appenninica, una delle principali mete per appassionati di gastronomia, e l’anno scorso si è confermato tale con migliaia di presenza e circa sessantamila tortelli verdi, di patate, radicchio e zucca consumati nelle due sere della festa. Una macchina organizzativa efficace, di cui fanno parte anche tante volontarie e volontari dei paesi vicini, che nella parrocchia di Campolungo hanno il loro riferimento. Riposati dal boom di metà mese, il gruppo da tempo propone anche la domenica a base di polenta, un modo sia per congedarsi da turisti e stagione calda sia per prepararsi ai sapori più forti e alle temperature più basse che l’autunno porterà progressivamente con sé. E la cucina montanara, invernale ma non solo, ha proprio nella polenta uno dei suoi cardini. —
Adr.Ar.
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