“Novecento” rivive a Palazzo Ducale
Viaggio a ritroso nel tempo: in mostra da domenica a Guastalla gli scatti di Angelo Novi realizzati durante le riprese del film
Sono già passati più di 40 anni, ma il ricordo di quei giorni magici è ancora vivo nella mente di molti. Guastalla venne infatti scelta come una delle location di “Novecento”, il film di Bernardo Bertolucci presentato il 21 maggio 1976 fuori concorso al Festival di Cannes. Nella Bassa reggiana molti abitanti furono ingaggiati come comparse: anziani, donne e bambini parteciparono in massa alle riprese, entrando nella storia del cinema italiano. A Guastalla, nel corso del 1975, vennero girate alcune scene “chiave”, come il funerale degli antifascisti in piazza Mazzini, con una giovane Stefania Sandrelli commovente accanto a Olmo (Gerard Depardieu) accompagnati da tanti anziani alla partenza dei bambini per la colonia con il treno a vapore.
Rivedere oggi quelle scene è come percorrere un viaggio a ritroso nel tempo con il centro città che appare molto più “rurale” di oggi e con le facciate del palazzo Ducale o del municipio, della stazione ferroviaria o di corso Garibaldi ancora invase dall’umidità. A tanti anni di distanza, quelle giornate passate davanti alla macchina da presa verranno rievocate da una mostra che sarà inaugurata domenica alle 17.30 a Palazzo Ducale.
In esposizione vi saranno gli splendidi scatti di Angelo Novi, realizzati durante le riprese del film, come già avvenne in una mostra nel 2005. Nello stesso anno queste immagini vennero inserite in un libro pubblicato con il patrocinio del Comune di Guastalla e la collaborazione della Cineteca di Bologna dal titolo “Il Novecento di Bernardo Bertolucci nelle immagini di Angelo Novi” (Monte Università Parma Editore), insieme alle prefazioni di Giuseppe Bertolucci (fratello di Bernardo), Stefano Storchi (allora assessore alle Politiche culturali di Guastalla), Tullio Masoni e Guido Conti, oltre alle “Confessioni di un regista” dello stesso Bernardo Bertolucci.
Le fotografie in bianco e nero di Angelo Novi – corredate da didascalie descrittive o riportanti battute del film – restituiscono le immagini degli abitanti della Bassa reggiana, tanto sconvolti quanto entusiasti dell’avventura che grazie a Bertolucci stavano vivendo. In questa occasione le foto saranno organizzate secondo un nuovo taglio espositivo che offrirà una rilettura della documentazione come omaggio poetico all’Emilia, alla Bassa padana e al suo mondo contadino. La poesia, del resto, avrà un ruolo centrale nella mostra. Accanto alle fotografie, infatti, saranno esposti anche i testi di alcune poesie del padre Attilio Bertolucci, commentate da Bernardo e dal fratello Giuseppe, poesie che hanno avuto un ruolo importante sia nella realizzazione della sceneggiatura di Novecento, sia nella formazione dei due registi. Inserimento centrale nella mostra sarà un video che ripropone sia la famosa scena del funerale girata a Guastalla, sia la sua costruzione attraverso le immagini del back stage proposte nel documentario di Gianni Amelio “Bertolucci secondo il cinema”. Una colonna sonora accompagnerà il visitatore con le voci di alcune comparse di allora che raccontano l’emozione della loro esperienza. L’esposizione, realizzata dal Comune di Guastalla in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l’archivio delle Teche Rai, sarà visitabile fino a fine dicembre 2019. Durante l’inaugurazione interverranno il sindaco di Guastalla Camilla Verona, l’assessore alla Cultura Gloria Negri, il docente di storia e critica del cinema all’università di Parma Michele Guerra e il docente di letteratura italiana all’università di Bologna Gino Ruozzi. Al termine, il brindisi augurale. —
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