“Suoni dai balconi” torna il festival itinerante nei quartieri della città
REGGIO EMILIA. Riparte “Suoni dai balconi”, rassegna musicale itinerante promossa da Associazione culturale Pocket (quelli di Tipo Magazine) in collaborazione con Arci, Idee di gomma e Acc.Qua-Accademia di Quartiere, con il contributo del Comune di Reggio Emilia nell’ambito del bando Restate 2019. Quattro date in altrettante zone della città, in programma ogni venerdì da oggi al 27 settembre con una formula di ascolto inedita quanto il contesto: gli artisti, reggiani e non, si esibiranno dai balconi delle abitazioni come su un palcoscenico, mentre il pubblico assisterà al concerto con il naso all'insù. Il programma musicale, che va dalla musica contemporanea alla classica, passando per la musica popolare e il jazz, anche quest’anno è affidato a Mirco Ghirardini, fondatore di Icarus Ensemble e del Concerto a fiato L’Usignolo.
Sarà proprio Ghirardini con il suo clarinetto ad aprire la rassegna il prossimo oggi pomeriggio (ore 18.30). Insieme a lui, su un verdeggiante terrazzo in via Emilia San Pietro 42, si esibirà il bolognese Gianluigi “Gialla” Paganelli alla tuba.
I concerti “sospesi” proseguiranno per tutti i venerdì del mese (sempre alle 18.30) con la Banda di Quartiere (in via Paradisi 10 il 13 settembre), il Quartetto di sassofoni di La Spezia (il 20 settembre in via Volturno 27, nella piazzetta del Gattaglio) e il Genta-Ponzi Duo (27 settembre, via della Tromba 26, nella frazione di Marmirolo).
Suoni dai balconi – realizzata con il sostegno di Capelli Service, media partner Rec Eventi – propone un nuovo concetto di performance. «La formula del concerto “sospeso” – spiegano gli organizzatori – permette di arricchire lo spazio dello spettacolo musicale grazie alla scenografia non consueta, mentre le location inedite provano a invertire le direttrici consolidate della cultura trasformando i quartieri in destinazione. Pensando a un modo diverso di vivere luoghi non convenzionali del tessuto urbano, già dall’anno scorso abbiamo potuto fare esperienza concreta di innovazione sociale e relazioni dal basso. Il linguaggio dell’arte, in particolare quello della musica, si è rivelato strumento privilegiato per interpretare e qualificare lo spazio urbano dei quartieri reggiani come crocevia di istanze culturali e relazionali, oltre che architettoniche e urbanistiche».
La rassegna, attraverso il coinvolgimento attivo degli abitanti, si pone come un’opportunità per sperimentare e rafforzare la rigenerazione sociale, innescando un dialogo con il quartiere e provando a creare comunità. L’obiettivo è offrire occasioni di socialità e sperimentare un nuovo utilizzo degli spazi comuni e privati, che si aprono al quartiere stesso e alla città, grazie anche alla collaborazione delle organizzazioni che vivono e operano sul territorio. —
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