Gazzetta di Reggio

“Pecore in transito”, un film dedicato alla vita e all’arte di Serafino Valla

“Pecore in transito”, un film dedicato alla vita e all’arte di Serafino Valla

L’anteprima nazionale in cartellone il 6 ottobre a Luzzara. Zamboni cura le musiche e interpreta la voce dell’artista 

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LUZZARA. Per la prima volta un film ripercorre la vita e il messaggio artistico, umano e sociale lasciato da Serafino Valla, pittore, scultore e scrittore nato a Luzzara nel 1919 e vissuto nei territori attorno al Po fino alla sua morte avvenuta a Reggiolo nel 2014). . “Pecore in transito. Meditazioni tra inconscio e presente”, che esce in occasione del centesimo anniversario della nascita di Serafino Valla, è un viaggio tra passato e presente, tra sogno e realtà, dove l’incontro di persone che hanno conosciuto Serafino o le sue opere (tra cui Alfredo Gianolio, Grazia Honegger Fresco, Anna Maria Pedretti, Giuseppina Valla), la messa in scena della sua vita come performance in mostra e il messaggio dei suoi quadri accompagnati dai suoi stessi aforismi, ci portano nella dimensione dell’inconscio, tanto cara a Serafino e da lui ben esplorata con grande capacità di osservazione, con lucidità e realismo senza mai tradire la poesia della vita e dell'arte. Le musiche sono a cura di Massimo Zamboni che interpreta anche la voce di Serafino.

Il film, prodotto da Giuseppina Valla e dall’Associazione “Il seminatore di Valla” e nato da un progetto di Adriana Dossi e Gigi Corsetti che hanno curato anche sceneggiatura e regia sarà proiettato in anteprima nazionale il 6 ottobre (ore 18) a Luzzara nell’ambito di “Passaggi a livello. Azioni di cultura a trent’anni dalla (non) morte di Cesare Zavattini”.

Nei primi anni ’70 Alfredo Gianolio inizia a raccogliere su nastro, dietro sollecitazione di Zavattini, il racconto orale delle esistenze dei pittori naif vissuti o viventi attorno al Po. Gianolio parte dalla convinzione che «tutti al fondo della loro coscienza sono naif, perfino i direttori di banca». Nasce così l’inventario umano dal titolo “Vite sbobinate”, in cui è inserito anche il racconto di Serafino Valla. Ed è “Vite sbobinate” a portare Gianolio a Bergamo il 7 luglio del 2015 alla rassegna “Letture amene sotto il berceau”. All’evento, che si colloca a un anno dalla scomparsa di Serafino, è presente la figlia Giuseppina Valla, con il materiale del padre che dona all’attrice Adriana Dossi, innescando così un processo di creazione artistica attorno alle opere di Serafino Valla. Quel 7 luglio dedicato a “Vite sbobinate” c’è anche il regista e fotografo Gigi Corsetti della società Multimagine, che diventa un altro componente del nucleo originario per lo sviluppo del nuovo progetto.

Attraverso tracce autobiografiche lasciate dall’artista con intenzione e lucidità, il film ripercorre la sua vita e mette a fuoco il suo messaggio artistico, umano e sociale. Dalla sofferenza esistenziale, particolarmente tragica nell’infanzia, fino ad arrivare alla poesia e all’arte che entrano nella quotidianità attraverso la pittura, la scultura e la scrittura e che diventano nella vita di Serafino Valla elementi con un senso e una funzione fortemente terapeutici.

Le immagini dei quadri di Valla, i colori e le forme, la materia delle sculture, gli aforismi e gli altri suoi scritti, diventano i protagonisti del film, accanto ai racconti e alle riflessioni offerte da chi ha conosciuto l’artista. Ne emerge la responsabilità dell’artista che, come disse Valla «non perde mai la fiducia nella coscienza personale, in rapporto a quella fede che nemmeno il pensiero regge» e porta fuori da sé con coraggio il suo messaggio attraverso le sue opere. —

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