Dembech al piano in San Filippo con “Intimità schumanniane”
REGGIO EMILIA. Due musicisti al centro delle temperie romantica, Schumann e Brahms, e insieme una dedica a Clara Schumann per i 200 anni della morte. Così si snoda il corposo recital che il pianista Andrea Dembech offre questa sera nella chiesa di san Filippo (ore 21) alla Far.
Nato a Reggio si è diplomatosi al Peri per poi perfezionarsi con i maestri Isacco Rinaldi, Franco Scala, Bruno Canino e Muriel Chemin. Vincitore di numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali, svolge un’attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi in svariate città italiane ed estere. In seguito all’affermazione nel concorso nazionale a cattedra ha intrapreso l’attività didattica: attualmente è docente di pianoforte al Conservatorio “Boito” di Parma. Negli ultimi anni si è dedicato allo studio del repertorio italiano inedito incidendo musiche di Luigi Gatti, Bonifazio Asioli e Achille Peri. «Alle figure di questi tre musicisti, è dedicato il programma che ho intitolato “intimità schumanniane” – spiega Dembech- e che ci conduce in punta di piedi all'interno della loro casa: il primo brano, Kinderszenen di Robert Schumann, è una raccolta di vere e proprie miniature che ci offrono uno spaccato della vita famigliare e dell'universo infantile visto con gli occhi di un poeta; con poche note il compositore riesce a raggiungere vette sublimi». Così spiega Dembech a proposito del programma: «Le due raccolte successive che presento, “Pièces Fugitives” di Clara Wieck e “Klavierstucke” op.118 di Johannes Brahms, si ispirano ai Lieder ohne Worte (Romanze senza parole) di Mendelssohn e contribuiscono ad arricchire la folta letteratura pianistica dedicata all'Hausmusik. Le due raccolte furono scritte a cinquant'anni l'una dall'altra in momenti differenti della vita dei relativi compositori: Clara Wieck compone i suoi brani nel 1842, due anni dopo il suo matrimonio con Robert, dedicandoli alla sorella Marie. La scrittura non conduce certo al clima crepuscolare che aleggia nelle pagine brahmsiane scritte nel 1892 a pochi anni dalla morte di Brahms avvenuta nel 1897. I brani, quasi gli ultimi scritti dal compositore, chiudono con rispetto la porta all'epoca romantica». E sulla dedicataria del concerto, Clara Schumann, i cui “Pièces Fugitives" sono collocati tra Schumann e Brahms, Dembech sottolinea il fatto che «non solo fu la più grande pianista dell'800 ma ebbe la fortuna di vivere accanto a due dei più grandi musicisti di quel secolo: Robert Schumann con quale si sposò e col quale ebbe otto figli, e Johannes Brahms del quale divenne la maggior sostenitrice». —
G.B.
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