Gazzetta di Reggio

Vicolo Trivelli 

Il reggiano Luca Patsimas ritorna alle origini greche con il libro “Il male migliore”

Linda Magnoni
Il reggiano Luca Patsimas ritorna alle origini greche con il libro “Il male migliore”

La presentazione sabato alla Cinelibreria Notorius insieme all’esposizione  dell’opera intitolata “Veduta  del porto di Salonicco” 

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Poesia e musica tra i libri di cinema. Sabato alla Cinelibreria Notorius in vicolo Trivelli, a partire dalle 18.30, è in programma la presentazione del libro “Il male migliore” di Luca Patsimas. Patsimas, classe 1974, è nato a Reggio Emilia ma le sue origini sono greco-francesi: il padre, di famiglia greca, nacque e visse nelle colonie italiane d’Africa, mentre la madre, nata in Francia, emigrò nell’Africa coloniale nel primo dopoguerra. Vive e lavora a Reggio insieme alla moglie Letizia, con cui si occupa di comunicazione, design applicato alla progettazione e realizzazione di eventi. Fin da giovanissimo si è appassionato alla musica, suonando in molte band e sperimentando i generi più diversi. Nel corso degli anni poi si è dedicato anche ad altre forme d’arte, tra cui la pittura e, appunto, la scrittura. “Il male migliore” è la sua opera prima.

Edito da WriteUp Site, “Il male migliore” racchiude dieci anni di esperienze poetiche nell’antica forma del canzoniere, seguendo il percorso dell’io lirico più classico. È una raccolta di scritti, o meglio, come ama definirlo lo stesso autore, “un periodo di scrittura”, compreso tra il 2000 e il 2009. Un momento per lui particolarmente prolifico nel trasporre in parole dettagli, situazioni e stati d’animo vissuti. Stati d’animo e suggestioni molto forti e non necessariamente negativi, come chiarisce la scelta del titolo: “Il male migliore” è un paradosso, un ossimoro. Una forma di ironia per sdrammatizzare anche gli argomenti più delicati. «Penso che la chiave di lettura di ciò che ho scelto di pubblicare – dice Patsimas – si avvicini a quella che si pone affrontando un romanzo, per un motivo in particolare. Pur proponendosi come espressione poetica, ciò che ho scritto esula chiaramente dai canoni del verso poetico inteso in maniera strettamente accademica». Ciò che viene narrato, spiega, può essere descritto come una serie di annotazioni riportate in soggettiva dall’ipotetico personaggio di un romanzo, che vive in secondo piano, quasi un retroscena.

Un’opera nata dal bisogno di scrivere: «Dopo dieci anni dal suo compimento, rileggendo il mio materiale ho provato la sensazione che al momento della sua nascita si trattasse di una vera e propria necessità, quasi un’urgenza implacabile». Nell’indice, conclude Patsimas, l’ultimo verso, “Marsiglia”, è in realtà la partenza di un identificarsi con le origini. “Samos”, la prima nell’ordine, risale invece al momento conclusivo della raccolta. «Più che un viaggio ideale e immaginario, vedo l’opera come il comporsi progressivo di frammenti, congiunti e tradotti in questi fotogrammi di vita, segmenti estratti, sparsi e riordinati da un copione ancora da concludersi».

In occasione della presentazione, lo spazio della Cinelibreria Notorius verrà allestito con totem e pagine su cui si potranno leggere i passi più salienti del libro. Verrà inoltre esposto il quadro, firmato dallo stesso Patsimas, dal titolo “Veduta del porto di Salonicco”. Un’opera realizzata con tecnica mista una quindicina di anni fa e che ora è riportata, in un suo dettaglio, sulla copertina del libro. Durante la serata si potrà fare aperitivo e ci sarà l’accompagnamento musicale con suna elezione a cura di Hyena dj feat. Laas. Hyena, alias Paolo Lasagni, ha dato vita insieme a Patsimas al progetto “Laas”: i due musicisti, entrambi polistrumentisti, combinano il suono di violino, pianoforte e strumenti tradizionali all’uso di sintetizzatori e ritmica elettronica.

Il libro si può acquistare nelle principali librerie, tra cui la Notorius, oppure sul sito della casa editrice. —





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