Corteo delle contrade e rievocazione storica nella rocca matildica
La rappresentazione organizzata dal gruppo folkloristico Il Melogramo con i cavalli della Corte di Nasseta
CARPINETI. Sfilate, costumi e pensieri per ricordare un evento chiave della guerra delle investiture, la lotta fra papato e impero che vide la montagna reggiana e Matilde di Canossa al centro dei destini europei. Domenica il gruppo storico-folkloristico Il Melograno proporrà sul Castello delle Carpinete la rappresentazione teatrale “Il Convegno di Carpineti nell’Anno del Signore 1092”, ricostruzione della riunione in cui Matilde – assieme ai suoi consiglieri – decise di dare ancora una volta battaglia all’imperatore, sconfiggendo poi le truppe germaniche al Bianello nella celebre battaglia della nebbia. Le ricostruzioni vogliono che la grancontessa, incerta sul prosieguo del conflitto, si convinse a combattere dopo l’intervento dell’eremita Giovanni da Marola. Per ringraziarlo, successivamente, donò al religioso il terreno su cui venne edificata la bellissima abbazia di Marola, sempre nel Carpinetano, ancora attiva.
La rocca matildica ospiterà quindi un ricordo di vicende avvenute nelle sue mura quasi un millennio fa. Dalle 10 sino al pomeriggio il mastio, l’area muraria e la chiesa verranno trasformate in un borgo medievale e ospiteranno animazioni ed esposizioni storiche. Dalle 15 prenderà poi il via il corteo delle contrade e a seguire la rievocazione vera e propria, a cui prenderanno parte anche i cavalli dello spettacolo equestre della Corte di Nasseta coordinati da Cinzia Pellegri. Il biglietto costa 5 euro a persona; 2,5 euro il ridotto per i bambini sotto ai 7 anni. Per facilitare l’afflusso degli spettatori, visto il poco spazio per parcheggiare in zona, verrà allestito un servizio di navetta gratuito che farà la spola fra il castello e il centro di Carpineti. In caso di maltempo, la giornata è confermata con trasferimento al Parco Matilde, la struttura polivalente coperta nel cuore del parco pubblico del paese.
Si torna quindi ad un’epoca che appare lontanissima, anche se la sua memoria – soprattutto nella cultura germanica – è ancora ben presente, tanto che il motto “andare a Canossa” è tutt’ora molto usato, come formula elegante per indicare una ritrattazione su argomenti importanti. A cavallo del millennio, il Papato e il Sacro Romano Impero Germanico sono in un conflitto perenne per la questione delle investiture. La questione, sulla carta teorica, è in realtà molto concreta, in un periodo storico in cui dalle diocesi dipende gran parte del potere temporale e della raccolta delle imposte.
E la Grancontessa è una delle indiscusse protagoniste. —
Adr.Ar.
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