Gazzetta di Reggio

Un anno di eventi allo Spazio Gerra fra tradizioni e contemporaneità

Roberto Fontanili
Un anno di eventi allo Spazio Gerra fra tradizioni e contemporaneità

In programma mostre, incontri, spettacoli e la creazione di un archivio di narrazioni audio

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L’obiettivo è quello di tenere insieme la storia e le tradizioni che affondano le radici nella reggianità e la contemporaneità, legando le diverse generazioni per diventare come Spazio Gerra il fulcro della cultura popolare contemporanea della nostra città.

Il ridefinire il proprio ruolo e la propria identità a dieci anni dalla nascita, è stato il filo conduttore della presentazione, ieri mattina, del calendario delle attività dello Spazio Gerra. L’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti e i due responsabili di Innovazione Cultura e Società Stefania Carretti e Lorenzo Immovilli, hanno sottolineato come il «calendario punti a produzioni originali, a sviluppare attività legate alla formazione professionale e creativa e alla didattica, senza perdere di vista un contenimento dei costi che non vada a scapito della qualità delle proposte». Tanti gli appuntamenti in questa nuova stagione, che parte dai risultati ottenuti nel primo semestre 2019 e che ha fatto registrare oltre 37mila visitatori, 20mila dei quali per la sola mostra di Sebastiao Salgado.

Si parte già domani con la mostra fotografica “Forse la giovinezza è solo questo” di Alessandro Bartoli in calendario fino al 6 ottobre e con l’evento di domenica 22 settembre “Una domenica del cavolo 2” di cui ci occupiamo diffusamente oggi nell’inserto Rez. Il calendario 2019 - 2020 propone una dozzina di eventi che ruota intorno a quattro progetti principali.

Il primo è la creazione di Asap: archivio dedicato al podcast e a nuove forme di narrazioni audio su racconti e testimonianze su luoghi, storia e attualità della nostra regione che sarà aperto il 23 novembre. Il secondo, in collaborazione con Cgil, è la mostra inaugurata il 18 gennaio dedicata alle lotte per la conquista dei diritti delle lavoratrici negli anni ’60 e ’70 che resterà aperta fino all’8 marzo. Una mostra che racconterà in particolare la storia delle operaie del Calzaturificio Bloch – una sorta di Reggiane al femminile – in cui hanno lavorato in quegli anni migliaia di donne. Il terzo è il progetto dedicato all’Archivio storico delle Officine Reggiane che culminerà in gennaio con lo spettacolo teatrale prodotto da Fondazione I Teatri e dal Centro Teatrale Mamimò. Infine l’appuntamento di Fotografia Europea. Non mancheranno incontri, workshop, e mostre legate alla musica e danza. A partire da New Italian Dance Platform in programma dal 10 al 13 ottobre, all’incontro del 19 ottobre dedicato alla filosofia del punk, e quello del 30 novembre dedicato a Enrico Fontanelli e agli Offlaga Disco Pax. Inoltre ci sarà il 10 e11 novembre un evento dedicato al ricamo, e quello del 16-17 novembre riservato ai sintetizzatori audio. Infine, il 20 marzo, Open design Italia. Un cammeo infine è certamente rappresentato dall’incontro del 19 novembre con uno dei più grandi fumettisti al mondo Leiji Mastsumoto, creatore di Capitan Harlock. —





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