Teatro Valli gremito per i “reggiani scomparsi” omaggiati da Zamboni
REGGIO EMILIA. Pienone delle grandi occasioni, sabato sera al teatro Valli, per l’inaugurazione del Festival Aperto. E non poteva essere altrimenti considerano che a dare il via ad Aperto è stato un progetto in esclusiva di Massimo Zamboni che si è misurato con la dimensione teatrale potendo contare su un cast importante. “Il richiamo degli scomparsi”, questo il progetto presentato da Zamboni . Filo rosso dello spettacolo portare in scena gli artisti scomparsi di Reggio componendo un pantheon dello spirito emiliano, del suo cuore profondo, dove “sembra che il sangue circoli più rapido”.
Il colpo d’occhio è notevole: un grande palcoscenico, scene e video, la scena popolata di musicisti e di “prime parti” ospiti, una drammaturgia del ricordo dove si alternano scomparsa e riapparizione. Impianto visivo e regia di Fabio Cherstich, giovane e affermato sia nella prosa che nel teatro musicale.
Ma chi sono gli scomparsi? Le parole di Cesare Zavattini e Silvio D’Arzo, di Corrado Costa, Pier Vittorio Tondelli, Antonio Ligabue e Alcide Cervi, il canto di Giovanna Daffini e Augusto Daolio. Gli artisti dell’immagine, Luigi Ghirri, Pietro Ghizzardi, Umberto Tirelli, Achille Incerti, Marisa Bonazzi, Serafino Valla. Poi Tienno Pattacini, Romolo Valli, Serge Reggiani, Lucia e Otello Sarzi. O, immergendoci nella storia, Gaetano Chierici, Maria Melato, Ludovico Ariosto, Matteo Maria Boiardo. —
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