Siamo tutti rabdomanti E adesso c’è il manuale Presentazione a Guastalla
La rabdomanzia è una dote naturale: se c’è l’hai bene se non la possiedi non si assimila, ma si può imparare a gestire. Chi vuol capire e avere una risposta certa può venire il 28 settembre alla fiera Piante e Animali perduti di Guastalla, dalle 15,30, presso lo stand di Antiche Porte editrice, in piazza Mazzini. O meglio chi vuole scoprire se ha questo “potere” può parlare con Alfonso Colli, ingegnere che, prima di andare in pensione, era consulente tecnico presso la Procura della Repubblica. Colli ha dato, ora, alle stampe l’ utile e pratico manuale “Il Rabdomante” (pag.52 €10+5 per le bacchette) per i tipi di Andata & Ritorno edizioni. In esso l’autore aiuta a comprendere i passaggi, le pratiche e le cognizioni per capire per far muovere le bacchette. Spesso la rabdomanzia è scambiata come una “magia” che mediante misteriosi poteri recupera dal sottosuolo chissà quali tesori, oltre sembrare un dono di pochi. Non è affatto così, ci dice l’autore, che spiega nel volume “La rabdomanzia è arte antica e, contrariamente a quanto si pensi, non si usa solo per la ricerca di acqua sotterranea, ma per esempio anche di vene metallifere nel settore minerario, di nodi energetici, o di oggetti smarriti. Recentemente la rabdomanzia è tornata alla ribalta dei media grazie ad un poderoso film di Russel Crowe dal titolo emblematico “The water diviner” (Il rabdomante, appunto) ove il protagonista grazie alle proprie bacchette da rabdomante riesce a trovare cose ancor più preziose dell’acqua e secondo autorevoli fonti, circa il 40% della popolazione ne è dotata, ma pochi ne sono consapevoli, anche perché raramente capita l’occasione di poterlo scoprire”. In associazione al manuale è possibile acquistare, e provare, le due bacchette appositamente pensate per iniziare il “cammino”. —
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