Gazzetta di Reggio

DANZA/1 

La prima italiana di “Kind” della compagnia Peeping Tom all’Ariosto per Festival Aperto

Giulia Bassi
La prima italiana di “Kind” della compagnia Peeping Tom all’Ariosto per Festival Aperto

Questa sera alle 20.30 e domani alle 20 va in scena la terza parte della trilogia che indaga le emozioni latenti nelle famiglie

2 MINUTI DI LETTURA







Ritorna una delle compagnia di teatro danza più speciali della scena internazionale, i Peeping Tom, con la prima italiana di “Kind”, la terza parte di una trilogia che indaga le emozioni latenti nei contesti familiari, iniziata nel 2014 con “ Vader” (Padre), diretto da Franck Chartier, seguito da “Moeder” (Madre) nel 2016, firmato da Gabriela Carrizo, e che si conclude quest’anno con una creazione che vede i due direttori collaborare insieme. Lo spettacolo sarà in scena questa sera alle 20.30 e domani alle 20 al teatro Ariosto nell’ambito del Festival Aperto “Aliae Lunae”.

Peeping Tom nasce nel 2000 dal sodalizio artistico tra l’argentina Carrizo e il francese Chartier, che danno vita a un linguaggio artistico innovativo e iperrealista, al fine di indagare e raccontare l’isolamento insito nella società contemporanea, e gli incubi, le paure e desideri che ne derivano. In questo percorso, Peeping Tom collabora con importanti compagnie come Nederlands Dans Theater, Opera di Göteborg, Residenztheater di Monaco e altri.

In “Kind” la prospettiva dei bambini è il punto di partenza, che si sviluppa partendo proprio dalla loro visione del mondo, dalle loro paure e dai loro desideri. L’ammirazione per la potenzialità espressiva e fisica dei bambini e degli adolescenti guida i due creatori in una personale ricerca su come cambia il loro sguardo sulla realtà, man mano che crescono. Cosa succede se i genitori sono assenti, o al contrario, qual è l’influenza della figura paterna e materna sul loro processo di crescita? Cosa succede quando non ricevono risposta dagli adulti? Come agisce la fantasia sull’organizzazione del loro mondo e sulla gestione di situazioni e dinamiche particolari? Il desiderio di dare una risposta a queste domande ha portato i due direttori ad una lunga ricerca, confrontandosi con bambini e adolescenti ma anche con ambienti scolastici e familiari particolarmente distanti.

Come gli altri due momenti della trilogia “Vader” e “Moeder”, Kind dunque sviscera le emozioni nascoste all’interno dei nuclei familiari, studiando il potenziale espressivo dei bambini, i loro cambiamenti psico-fisici legati alla crescita, e il modo in cui questi si traducono in gesti e comunicazione corporea. Surreale, inquietante, e al tempo stesso divertente e ironica, l’opera pone particolare attenzione al vissuto traumatico infantile, causato dall’assenza emozionale o al contrario dall’ossessiva presenza delle figure genitoriali, e analizza il rassicurante universo interiore creato dal bambino attraverso la fantasia, il gioco o le imitazioni, in risposta a tale turbamento. Al termine dello spettacolo di stasera, Gabriela Carrizo con Franck Chartier e con gli interpreti incontreranno il pubblico della serata. Conduce Lucia Oliva, di Altre Velocità. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google