TuttoBalasso all’Herberia «Un trittico dedicato agli amici dell’Ospitale»
L’attore in scena da oggi a domenica con “Delusionist” e “Stand Up” (allestimenti unici) e “Velodimaya”
«Il progetto TuttoBalasso è stato organizzato per fare il punto dal momento che porterò agli amici della Corte Ospitale di Rubiera due spettacoli che non farò più. E non è casuale che abbia scelto questo luogo dove ho allestito diversi lavori e mi ricordo di averlo fatto al meglio con la possibilità di usufruire di più prove». Così Natalino Balasso a proposito del trittico in scena da oggi a domenica al Teatro Herberia di Rubiera (ore 21). L’apprezzatissimo attore, comico e autore di teatro, cinema, libri e televisione da diversi anni frequenta La Corte Ospitale dove in passato ha preparato nuove produzioni teatrali come “Aspettando Godot”, “Fog Theatre”, e ancora “Delusionist” e “Velodimaya” che rispettivamente andranno in scena oggi e domani mentre domenica tocca a “Stand Up”.
«“Delusionist”, una commedia contemporanea, l’ho scritta insieme a Marta Dalla Via, vincitrice del Premio Melato. Ho voluto che ci fosse una scrittura diversa dalla mia. Insieme interpretiamo quattro personaggi che si apprestano a fare una serie di provini. Racconta la storia di un inventore che crea una pillola per non dormire mai, ci richiede una presenza costante, e soprattutto di non essere mai assenti dal sociale. Diversamente ci sembrerebbe di non esistere. La nostra è un’epoca che chiede continue performance. Creato due anni fa, viene riallestito pensando anche al fenomeno dei social, attraverso i quali è ulteriormente ingigantita questa idea: se non esistiamo per la società non siamo nessuno; invece dovremmo dobbiamo rivendicare il diritto di essere assenti».
Il monologo “Velodimaya”, prende spunto dal pensiero di Schopenhauer sulla differenza tra percezione della realtà e realtà stessa e sul fatto che esiste un velo tra le due. «Traccio un percorso dall’infanzia alla vecchiaia, riflettendo sul fatto che noi non pensiamo all’esistenza di questo velo. Procedo con degli esempi di vita quotidiana citando, che so, i cartoni animati giapponesi, i rapporti con il parroco, prendendo in considerazioni fasi della vita nelle quali siamo certi di percepire il senso di essa nella convinzione che abbiamo capito tutto e che solo noi capiamo. Invece stiamo partecipando a un gioco in cui le carte sono truccate e le regole sono tutte da scoprire, è un gioco antico che, quando sembra fare un passo avanti, sta solo prendendo la rincorsa per tornare al punto di partenza».
Per l’appuntamento di domenica “Stand Up” sulla scena ci sarà solo un microfono vintage, la luce fissa di un occhio di bue e ci sarà soltanto, senza alcun nessun filo conduttore, in compenso tanta comicità, il meglio di dieci anni di Balasso. «Il progetto TuttoBalasso mi fa pensare a quei bambini che nei film si mettono fuori e vendono quello che hanno in casa: è un po’ infantile… come un’esposizione di oggetti vari che va intesa così: ecco gli spettacoli prodotti da me che ultimamente sono questi tre (anche perché solo Velodimaya andrà avanti)».
Ma il popolare attore, un’autentica forza della natura, contestualmente è impegnato in altri spettacoli: ne “La Bancarotta” di Vitaliano Trevisan (da La Bancarotta di Carlo Goldoni) per la regia di Serena Sinigaglia, produzione Teatro Stabile di Bolzano.S empre di Goldoni dall’anno scorso è protagonista dello spettacolo “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni per la regia di Valerio Binasco prodotto dal Teatro Stabile di Torino, in cui interpreterà il protagonista che non è un saltimbanco ma un uomo moderno che cerca lavoro. —
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