Un debutto parigino per l’opera “L’Inondation” di Francesco Filidei
Sta raccogliendo un importante successo per la sua carriera Francesco Filidei, la cui opera “L’Inondation” ha debuttato in questi giorni all’Opera Comique di Parigi. Il compositore un po’ italiano e un po’ francese da due anni consulente musicale de I Teatri, l’avevamo conosciuto ed apprezzato qualche anno fa al Valli quando era andato in scena il suo “Giordano Bruno”. «Ma ritengo “L'Inondation” – ci racconta – la mia prima opera “autentica” carica di forza drammatica: due ore e venti di musica con un’orchestra completa e dieci solisti di canto. Si basa sulla forma classica il modello delle opere di Massenet, di Puccini e degli altri operisti “fin de siècle”».
Un lavoro complesso al quale ha lavorato fin da subito a quattro mani con il librettista Joël Pommerat che ha ripreso un racconto a tinte forti del russo Evgenij Zamjatin, pubblicato nel 1929. Racconta la storia di una coppia, ritrovatasi improvvisamente a confrontarsi con il desiderio di bambini, l’adulterio e la morte, mentre attorno a sé il fiume Neva tracima e inonda la città. Sul podio dell’Orchestre Philharmonique de Radio France c’è Emilio Pomárico.
«Ci ho lavorato tre anni – prosegue Filidei – all’inizio un paio di giorni al mese scrivevo le scene poi le provavo con Joël che indicava il tempo esatto per i movimenti e le azioni sceniche. Abbiamo registrato e quindi ho rimesso tutto al computer. In quel periodo, ho iniziato l'orchestrazione, di gran lunga la parte più delicata e complessa per me. Una vera sfida». Il linguaggio usato da Pommerat per creare dialoghi, che spesso non esistono nel racconto di Zamjatin, va all'essenziale. Questo è ciò che ha guidato Filidei verso uno stile di scrittura scarno che ricorda Debussy edil suo “Pelléas e Mélisande”. «I personaggi non parlano molto – conferma Filidei – quindi spetta all'orchestra descrivere l'atmosfera». E l’orchestra pensata da Filidei ha una formazione tutta particolare con 11 legni, 7 ottoni, una fisarmonica, archi e ben 5 percussionisti che impiegano un grande mero di oggetti: bicchieri d'acqua, carta vetrata, involucro di bolle, giocattolo squeaker, macchina per riprodurre il suono di un taser, lingue della suocera, ciottoli, pompa da bicicletta e molte esche d’ uccelli. —
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