Electro-rock e classica tutto in “Songbook” di Matteo Franceschini
Domani (ore 20.30) in Cavallerizza un lavoro che unisce vari linguaggi con Icarus e Cantus Ensemble
REGGIO EMILIA. Esistono nella musica d’oggi accostamenti strumentali impensabili che cortocircuitano ambiti diversi, come in “Songbook”, in scena domani (ore 20.30) alla Cavallerizza per Festival Aperto. Il lavoro che unisce un quartetto rock, un ensemble classico amplificato e il live electronics, coprodotto da Biennale di Venezia e Fondazione I Teatri /Festival Aperto, porta la firma di Matteo Franceschini ed è realizzato incrociando gli interpreti dell’Icarus Ensemble e del Cantus Ensemble di Zagabria.
E Franceschini dimostra in tal modo una rara capacità di coniugare complessità e comunicazione, nonché, partecipando in prima persona al gruppo di interpreti, di oltrepassare il ruolo tradizionalmente confinato del compositore.
«Songbook è l'ultimo tassello di un trittico intitolato Live che intende unire la complessità, profondità e ricchezza della scrittura contemporanea – spiega il compositore – con l’energia “illimitata”, l’impatto visionario e la ricerca costante di nuove sonorità proprie di un electro-rock live set».
“Songbook” ieri ha debuttato al Teatro Toniolo di Mestre, in occasione della consegna all'autore del Leone d'Argento per la sua musica che si fonda «su una sensibilità aperta a diverse dimensioni creative del suono. Dalla musica da camera e sinfonica al teatro musicale, dalla musica acustica aumentata alle esperienze più innovative in campo elettronico, il suo percorso si distingue per l’intelligenza curiosa e indagatrice, lo stile efficace, estremamente comunicativo anche nelle forme più complesse nelle quali convergono esperienze artistiche non solo circoscritte nell’ambito della musica di scrittura, ma anche provenienti da una pratica assidua del rock».
Soddisfazione naturalmente da parte dell’Icarus ensemble, storico gruppo reggiano che si dedicata alla musica contemporanea, di prendere parte per la terza volta alla Biennale di Venezia: «Siamo molto orgogliosi – spiegano – anche perché questo prestigioso appuntamento coincide con i nostri 25 anni di vita. Inoltre ritorniamo a suonare al Festival Aperto nella nostra città… Che dire, siamo soddisfatti! Senza dubbio Franceschini è uno dei migliori compositori della sua generazione, quella a cavallo tra i trenta e i quarant'anni. A dirigere sarà poi Francesco Bossaglia che dell'Icarus è stato anche strumentista. Che volere di più?». —
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