Gazzetta di Reggio

Viaggio alle origini del parmigiano reggiano 

Ritorna “Caseifici Aperti” tra visite guidate nelle latterie e attrazioni turistiche

Adriano Arati
Ritorna “Caseifici Aperti” tra visite guidate nelle latterie e attrazioni turistiche

Ricco il pacchetto a Selvapiana «Promuoviamo non solo il formaggio ma anche il nostro territorio» 

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Due giorni fra tradizione casearia, millenni di storia e uno dei più suggestivi squarci d’Appennino. Sabato 5 e domenica 6 ottobre torna l’edizione autunnale di Caseifici Aperti, le giornate di eventi in cui le latterie del consorzio del Parmigiano Reggiano si presentano a turisti e territorio. Uno dei pacchetti più intriganti di questa tornata è senza dubbio quello proposto dalla latteria Colline di Selvapiana e Canossa a Selvapiana di Canossa, una delle borgate della bellissima zona che dal Tassobbio passa per Trinità e discende verso Ciano e San Polo.

Un’area dal notevole impatto naturalistico in cui l’agricoltura e l’allevamento sono da sempre il cuore, come fonte di lavoro, come strumento per la cura del territorio stesso e come motore della coesione sociale.

Il caseificio di Selvapiana, che raccoglie il latte conferito da alcuni produttori locali e da altri della prima pedecollina reggiana, da anni sta lavorando per valorizzare questo contesto, che va ben oltre alla pur pregiatissima questione del Parmigiano Reggiano. Domani e domenica, nella latteria, si potrà ovviamente visitare lo spaccio dove si vendono formaggio e burro, ma anche l’area di produzione dentro al caseificio e il magazzino di stagionatura delle forme. Domenica pomeriggio alle 15, poi, si potrà partecipare ad un’escursione naturalistica alla scoperta della vallata di Trinità e per i più piccoli vi sarà una visita ad una fattoria didattica. Inoltre, per chi passerà dal caseificio è previsto un prezzo ridotto per l’ingresso ai castelli matildici della zona, a partire da Canossa e Rossena, a poche decine di chilometri di distanza. Un’altra meta suggestiva è la cosiddetta strada dei minatori nella Riserva Rupe di Capotetra a Cerezzola, recente ricostruzione artistica della vecchia miniera a poca distanza dal corso del fiume Enza.

Lo sforzo per questa rassegna non è una rarità per la realtà casearia di Selvapiana. Negli ultimi due anni, l’impegno è stato proprio quello di dialogare col territorio, racconta Claudia Carapezzi, una delle referenti del punto vendita nonché curatrice degli eventi promossi dalla latteria. «Noi organizziamo iniziative tutto l’anno, abbiamo tanti visitatori ed in questo modo cerchiamo di far conoscere e di valorizzare quanto di bello c’è nella nostra zona. L’agricoltura in montagna è in sofferenza, per certi versi, e chi rimane deve cercare di impegnarsi e di mostrare tutto quello che si potrebbe conoscere», spiega.

In zona Canossa ovviamente le attrazioni storiche non mancano, e questo è un’arma in più. Oltre ai resti matildici, da Selvapiana sono necessari solo pochi minuti per raggiungere il celebre tempietto del Petrarca, ad esempio. Senza scordarsi ovviamente la parte gastronomica: la vallata di Trinità è piena di borgate e paesini con annessi ristoranti, molto frequentati da clienti reggiani e parmensi.

«Lavoriamo con gran parte dei locali dell’area, – prosegue Carapezzi – tutti usano il nostro Parmigiano Reggiano nei loro piatti, abbiamo avviato anche diverse collaborazioni che promettono bene in questo senso. Ogni sforzo è importante, non è sempre semplice farsi capire quando si lavora in questo senso, ma credo sia fondamentale per il nostro futuro». —



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