Stockhausen, Riley e la loro esplorazione sonora e visionaria
Protagonisti domani al Valli Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati (tastiere-elettronica) alle prese con le dimensioni planetarie e siderali
REGGIO EMILIA. Un’esplorazione proiettata in dimensioni planetarie e siderali, mettendo insieme Stockhausen e Riley, autori diversi ma accomunati da un aspetto: l’esplorazione sonora e visionaria di grandi spazi fisici, metafisici e mentali. E così si è perfettamente in sintonia con il titolo del Festival Aperto “Aliae Lunae”. Accade domani alle 18 sul palcoscenico del Valli e protagonisti della performance dal titolo “Gaze through the Stars” sono Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati (tastiere-elettronica). In programma uno dei lavori più suggestivi di Karlheinz Stockhausen “Tierkreis” del 1975 e di Terry Riley “A Rainbow in curved Air”.
«Le stelle raccontano la nostra personalità: indicano strade che altrimenti non troveremmo, sono una guida – spiega Walter Prati –. Il cosmo è un sistema che sovrasta la politica e le relazioni tra gli uomini, compiendo il suo atto senza interferenze. È mitico, e la mitologia nutre i nostri pensieri. Stockhausen ha approfondito il confronto tra l’esperienza umana e la mitologia e “Tierkreis” ne è l’esempio. Dodici melodie, costruite secondo tecniche precise, lasciano però grande libertà interpretativa. I suoni generati dai campi magnetici dei pianeti, recentemente messi a disposizione dalla Nasa, sono elaborati in 11 interludi inseriti fra i 12 segni dello Zodiaco. Invece l’approccio minimalista di Riley rappresenta l’idea di infinito secondo tutt’altra predisposizione: come visione del mutamento continuo». —
G.B.
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