Gazzetta di Reggio

ALBINEA 

Storia, letteratura e patriottismo dialogano fra loro a Villa Crocioni

Roberto Giampietri
Storia, letteratura e patriottismo dialogano fra loro a Villa Crocioni

Oggi (ore 18.30) nella dimora in via Poiano la presentazione del volume di Giuseppe Ligabue 

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Architettura quanto basta. Un bel pizzico di storia, decorazioni, arredi e letteratura. La ricetta per l’ultimo libro di Giuseppe Ligabue, autore albinetano di diversi saggi di archeologia, storia e arte, è così.

“Villa Crocioni”, questo il titolo del volume che sarà presentato oggi alle 16.30 a villa Crocioni in via Poiano 1, è un viaggio nelle segrete di una dimora di fine ‘800 inerpicata sulle prime colline di Albinea. Alla ricerca di avvenimenti e curiosità che si intrecciano. E che si legano a questa costruzione unica: «Realizzata – spiega Ligabue – a traliccio, è forse il solo caso nell’intera provincia reggiana a richiamare questa tradizione architettonica nordeuropea. Progettata da Pio Casoli, presenta tre torri, di cui due a punta e una con richiami al periodo medievale. Assomiglia alla casa di Cenerentola del celebre cartoon di Walt Disney».

Ligabue, da dove nasce l’idea del libro?

«È nata dai tanti anni di studio sulle ville del territorio. E dal fatto che la famiglia Crocioni mi abbia proposto di effettuare ricerche. Ho deciso di accettare molto volentieri l’invito. Per me è il terzo volume dedicato alle ville storiche della pedecollina, dopo quelli dedicati a villa Tacoli a Montericco e quello incentrato su villa Mellicari-Masetti-Moratti nei pressi di Botteghe di Albinea».

Villa Crocioni, si può tracciare una breve storia?

«Sarebbe più opportuno chiamarla villa Dall’Ara-Ruscelloni-Crocioni. I Dall’Ara – dai quali discende anche lo storico presidente rossoblù Renato, cui è intitolato lo stadio di Bologna – erano titolari dell’intero colle di Poiano. Originari di l’Ara (l’Aia), località nei pressi di San Valentino di Castellarano, erano una famiglia facoltosa, proprietaria anche dell’intero podere Stracchina, l’attuale zona di via Cecati in città. A villa Dall’Ara, dove la famiglia veniva in villeggiatura, capitava spesso Telemaco, poeta e figlio di chi aveva fatto costruire la casa. La vita di Telemaco è simile a quella di Giacomo Leopardi. Studioso, bibliotecario a Reggio, innamorato di letteratura e poesia. Dopo la morte del padre, a Telemaco spetta il compito di assicurare la dote alle quattro sorelle. Si indebiterà al punto da essere costretto a cedere la villa a Ferruccio Ruscelloni che l’aveva aiutato con alcuni prestiti».

Dai Dall’Ara ai Ruscelloni. Fino ad attivare ai Crocioni.

«Esattamente. Giovanni, letterato marchigiano che ricopre importanti ruoli nell’istruzione pubblica italiana, sposa Maria, figlia del Ruscelloni. Hanno quattro figli. Tra essi, Adele: personalità di spicco nella battaglia per i diritti delle donne. Giovanni e Maria erano innamorati di questa casa. Tanto che Giovanni era solito comporre poesie nel sottotetto dell’abitazione. Una casa che, in sintesi, racchiude storie di letterati, ma anche di importanti personaggi del Risorgimento reggiano legati alla famiglia Ruscelloni. Dallo stesso Cesare, grande patriota, a Giuditta Bellerio. Fino a Liberata Ferrarini, colei che cucì il Primo Tricolore. Un intreccio di storie e personaggi. Che direttamente o indirettamente hanno abitato le stanze di questa meravigliosa villa». —



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