Caldarroste, a Marola inizia la festa
Domenica nella piazza principale saranno preparati 200 chili di “mondine”. Altre intriganti proposte a Borzano e a Gombio
“Mondine”, vin brulée, sapori caldi e forti. È arrivato l’autunno e l’Appennino reggiano, immancabilmente, si prepara a celebrarlo omaggiandone il frutto più noto e prezioso, la castagna. Prezioso un tempo, elemento fondamentale per la sussistenza, prezioso oggi come “calamita” capace di attirare migliaia di visitatori nei paesi e nei borghi della montagna. Domenica 13 ottobre prendono il via le prime feste della castagna, a partire da quella più nota, quella di Marola di Carpineti, affiancata da Borzano di Canossa e da Gombio di Castelnovo Monti, in un percorso legato alla valle del Tassobbio.
Non sarà però un’annata normale, da questo punto di vista. La strana estate 2019, con la sua alternanza di piogge massicce e periodi torridi, ha generato una strana situazione, moltissimi alberi sono in forte ritardo con la maturazione dei frutti. Nel concreto, le castagne e i marroni sono ancora dentro ai ricci, appesi ai rami, e stanno iniziando a cascare in questo periodo, quando solitamente la raccolta a terra era già a buon punto e gli agricoltori iniziavano a preparare il fuoco nei metati per l’essicazione col metodo antico.
Quest’anno si slitterà in avanti, tanto che una delle manifestazioni storiche, la festa dei marroni del Faieto a Cortogno di Casina, è stata posticipata a fine mese, al 27 ottobre. Quell’appuntamento è dedicato solo ad una ridotta e peculiarissima tipologia di frutto, i marroni dei boschi del Faieto, e sarebbe stato difficile fare diversamente.
Le castagne comunque non mancano completamente, e da domenica saranno a disposizione sotto forma di caldarroste – le “mondine”, nel dialetto montanaro – oltre che acquistabili fresche a Marola, a Borzano e Canossa. L’appuntamento più atteso è inevitabilmente Marola, con le sue tre domeniche filate di festa. Dopo il 13, il programma prevede altre due tappe, il 20 e il 27 ottobre, nella 56esima edizione di un evento più che consolidato.
Nel centro della piazza principale funzionerà a pieno fuoco il padellone in grado di fare 200 chili di “mondine” alla volta. Ci saranno poi castagnacci, frittelle, tanti banchetti con salumi, formaggi, funghi e marmellate. Chi voglia mangiare più comodamente potrà farlo nei ristoranti della zona e nel punto ristoro di Carpineti da Vivere nella ex scuola, con menù a tema.
Non mancheranno poi le possibilità di visitare i metati di Frazera a Caviolla, per conoscere la lavorazione della castagna: i metati sono vecchi edifici in sasso in cui si facevano cuocere per una quarantina di giorni i frutti raccolti e tolti dai ricci, per poi trasformarli in farina e in cibi secchi. Per gestire al meglio il traffico, anche quest’anno sarà attivo, e potenziato il “Marola Express”, il trenino navetta che dalle 9.30 senza tregua collegherà il cuore dell’evento con parcheggi periferici.
Hanno dimensioni ridotte ma tante proposte intriganti anche le manifestazioni di Borzano e Gombio. A Borzano, nella zona di Trinità, l’appuntamento è dalle 15 nel centro sociale autogestito del paese con postazioni gastronomiche dedicate ai tipici piatti di stagione e banchetti dove comprare prodotti appenninici. Si potrà poi assaggiare il vino novello appena preparato e per i più piccoli vi saranno narrazioni all’aperto.
A Gombio si inizia invece a pranzo nel circolo Arci del paese, con un menù robusto dedicato alla tradizione, per poi proseguire sino a tardo pomeriggio con animazioni e cibo senza sosta. —
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