Omelchenko: «I primi passi li ho mossi sul palcoscenico»
L’organista titolare della Cattedrale Cattolica di Mosca questa sera a Ospizio Il programma va da Bach a Prokofiev per chiudere con Franz Liszt
Recentemente Renato Negri ha effettuato una tournée a Mosca e questa sera (ore 21) al prezioso organo della Chiesa di Ospizio si esibisce, nell’ambito di Soli Deo Gloria, Marina Omelchenko organista titolare della Cattedrale Cattolica di Mosca dove Negri si è esibito. Il programma del concerto comprende i barocchi Bach, Buxteude, Pachelbel ma anche i russi Glinka, Tcherepnin, Prokofiev e Goedicke per chiudere con Liszt.
Nata in una famiglia “musicale” (i suoi genitori hanno lavorato più di 30 anni in un teatro d’opera e balletto) fin dall’infanzia Marina Omelchenko trascorreva tanto tempo nel teatro dietro le quinte, ascoltando prove e spettacoli. E oggi Marina Omelchenko comunica a pelle la sua passione per lo strumento e la musica. «I miei primi passi sul palcoscenico – racconta – li ho fatti quand’ero piccolissima alle prese con opere come “Madame Butterfly”, “Aida”, “Tikhii Don”, “Rigoletto”. All’età di 6 anni mi sono iscritta a una scuola di musica, prima ho studiato il violino e poi il pianoforte. In seguito ho frequentato l’Università di musica in Austria per studiare la musica sacra. Purtroppo in Russia non esiste questa materia, c’è solo l’organo concertistico, ma io avevo bisogno di competenze nel campo della liturgia, l’innologia, il canto gregoriano. Visitando Berlino, Siviglia e Varsavia, ho cominciato ad ascoltare ottimi organisti e così mi sono appassionata tantissimo allo strumento e alla musica di Bach».
Marina Omelchenko non solo conosce il repertorio organistico ma ha anche competenze storiche: le piace molto raccontare delle prime testimonianze della presenza dell’organo in Russia che risalgono ai secoli XV-XVI, riferendosi in particolare agli strumenti situati nel Cremlino di Mosca: «Però – spiega – il ruolo di questo strumento nella vita culturale del nostro paese è modesto fino alla fine del XIX secolo, quando si aprono le classi d’organo nei due maggiori conservatori di musica a Mosca e San Pietroburgo».
Per quanto riguarda il programma del concerto di questa sera è fatto di due parti; autori tedeschi e russi. «Sono due piccole fughe del compositore russo Mikhail Glinka il cui ruolo nella storia della musica russa fu molto importante. Suonerò anche “Corale e variazione” di Alexander Goedicke, noto compositore e organista, professore del Conservatorio di Mosca e una composizione liturgica di Nikolay Cherepnin, “L’inno dei Cherubini”. Cherepnin era un celebre direttore del coro, ha scritto molta musica per la Chiesa Ortodossa». Ed è assolutamente eccezionale, un’autentica rarità, ascoltare per organo la suite del balletto di Prokof’ev “Romeo e Giulietta” che Marina Omelchenko propone e suona – ci ha confessato – con grande piacere, poiché sa quanto sia amata dal pubblico.
E stasera la grande organista russa non si farà e non ci farà mancare nulla visto che concluderà con l’improvvisazione sullo splendido corale di Franz Liszt “Nun danke alle Gott”. —
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