Gazzetta di Reggio

Kenna, il fotografo sedotto dalla nebbia pronto a concludere il progetto sul Po

Roberto Fontanili
Kenna, il fotografo sedotto dalla nebbia pronto a concludere il progetto sul Po

Il maestro inglese sarà affiancato dal povigliese Matteo Colla: «Sveglia alle 5 per andare con lui sul Grande Fiume» 

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REGGIO EMILIA. Tra qualche settimana, appena in tempo perché ricompaiano dalle nostre parti la nebbia e quelle atmosfere ovattate e lattiginose di cui Michael Kenna è l’indiscusso maestro, il grande fotografo inglese tornerà a Reggio e in particolare sul Po per completare il suo progetto fotografico. Un progetto iniziato nel 2017 da cui nascerà una mostra, che potrebbe approdare proprio a Reggio, affiancata da un libro fotografico dedicato al Grande Fiume.

Ad accompagnarlo, come guida e come assistente, sarà ancora una volta il reggiano Matteo Colla. Povigliese, classe ’71, Colla è architetto e fotografo, con all’attivo numerose mostre personali, che già nelle precedenti occasioni ha affiancato e aiutato Kenna nel corso sue uscite seguendo il Po dalla sorgente fino al mare.

Colla ci racconta come è avvenuto l’incontro con il grande fotografo inglese che apprezza molto il territorio reggiano e a cui ha dedicato più di un lavoro. «È già stato diverse volte a Reggio e nella nostra provincia – sottolinea – l’ultima volta a marzo di quest’anno, fermandosi per una decina di giorni. A breve tornerà per completare un progetto iniziato nel 2017, anche se le sue prime foto sul Po risalgono addirittura al 2007 quando arrivò nella nostra città in occasione della sua mostra allestita a Palazzo Magnani».

Il ritorno di Michael Kenna è legato alla data di presentazione di un suo libro a Brescia. Ma anche, per qustioni “tecniche”, all’arrivo dell’autunno. «Kenna preferisce – conferma Colla – le atmosfere intriganti e misteriose, ma fotografa anche con il sole. Però bisogna alzarsi presto al mattino. Di solito alle 5-5.30 per andare sul fiume. Scatta non a caso le foto al mattino prestissimo e al tramonto quando le luci sono morbide e piene di mistero». L’incontro con Kenna, aggiunge Colla, «è avvenuto attraverso il critico d’arte Sandro Parmiggiani in occasione di una conferenza al circolo fotografico di Boretto. Ci siamo conosciuti e mi ha chiesto di accompagnarlo nelle sue uscite. Mentre lui fotografa, io ho iniziato a curare il backstage». Un’idea da cui potrebbe uscire anche un libro di Colla.

«Le uscite le facciamo noi due da soli – continua il fotografo reggiano – e io lo seguo mentre scatta le foto solo con luce naturale e utilizzando solo la pellicola in formato 6x6 che poi stampa a mano su carta barricata».

Matteo Colla è soprattutto conosciuto nel mondo della fotografia per i suoi scatti di nudi in bianco e nero, ed è titolare di uno studio di architettura a Poviglio: «Sono due passioni – afferma – che possono andare di pari passo. Dopo essermi laureato in architettura, a tura e poi a 26 anni ho iniziato a fotografare. Ma uso lo stesso approccio nel progettare e nello scattare foto».

Nel corso della sua frequentazione con Kenna, però, si è però lasciato influenzare dal grande fotografo inglese ed ha iniziato a fare foto paesaggistiche. Come quelle in mostra in questi giorni a Bibbiano allo Studio FS2: in tutto 35 foto tra nudi artistici e di paesaggi alla Kenna. «In quella mostra ci sono diverse foto inedite – conferma Colla – che sono state scattate proprio assieme al maestro sul Po».

Per l’architetto-fotografo povigliese, classe ’71, questo è un periodo particolarmente intenso. Un’altra sua personale è in corso a Gualdo Cattaneo, vicino a Todi. e ha come titolo “Suggestioni d’Italia coast to coast”, e anche in questo caso si tratta di foto di paesaggio. «È un progetto che racconta il percorso che si può fare a piedi o in bicicletta tra Adriatico e Tirreno, partendo da Ancora e arrivare ad Orbetello».

Infine ieri a Poviglio nella sala consiliare ha presentato il suo libro “Luigi Biggi, un pittore povigliese”. «È un lavoro – spiega – dedicato ad un grafico e pittore che negli anni ‘40 e ‘50 dipingeva ad acquerello i prodotti delle Officine Carpi di Poviglio dove lavorava e che poi venivano utilizzato per il catalogo dei prodotti dell’azienda. Il classico caso di intreccio tra passione e lavoro».

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