Savall suona Beethoven al Valli Parte la stagione dei concerti
Il maestro catalano presenta un’orchestra di strumenti d’epoca e 35 musicisti L’appuntamento è per domani alle 20.30 e fa parte del “Festival aperto”
Personaggio da sempre ospite del nostro teatro, dove è sempre stato amatissimo, Jordi Savall ritorna al teatro Romolo Valli con il suo “Le concert des nations” per l’inaugurazione della stagione dei concerti che è interamente dedicata a Beethoven, a 250 anni dalla nascita. L’appuntamento (è parte anche del programma del Festival aperto) è per domani alle 20.30. Vi è molta attesa per il suo Beethoven, dato che il repertorio solitamente frequentato dall’artista catalano è di molto antecedente al compositore di Bonn.
Sono anni che il maestro Savall è impegnato a far conoscere meraviglie musicali cadute nell’oscurità. Dedicatosi alla ricerca di queste musiche antiche, le studia e le interpreta con la sua viola da gamba o come direttore. Grazie alle sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali che culturali, è diventato un nome di riferimento nella rinascita della musica storica fondando, insieme a Montserrat Figueras, i complessi musicali Hespèrion XXI, La capella reial de Catalunya e Le concert des nations.
Per la circostanza beethoveniana Savall ha concepito e costruito un progetto europeo di ricerca e di interpretazione, “Beethoven Académie 250”, che include un percorso artistico e formativo inteso ad affiancare professionisti di esperienza e giovani musicisti.
L’orchestra di strumenti d’epoca si compone del nucleo centrale di Le concert des nations, arricchito poi dalla presenza dei migliori giovani professionisti selezionati.
Si tratta dunque di un’accademia europea – formata da trentacinque musicisti del suo storico ensemble, integrato da altri sedici giovani musicisti-studenti selezionati – che fra il 2020 e il 2022 porterà nel mondo l’integrale delle Nove sinfonie.
In programma domani sera la Terza e la Quinta di Beethoven, sinfonie considerate punti di riferimento imprescindibili per generazioni di ascoltatori e di musicisti, che verranno riproposte al Valli secondo una ricerca che tanto più è nuova quanto più scava nell’antico. Come ogni vero classico, rinascono ad ogni epoca.
«Il suono e l’equilibrio dell’orchestra ai tempi di Beethoven – ha detto Savall – erano molto diversi da quelli di un’orchestra moderna. In tutti i casi si può dire che le potenzialità tecniche e il timbro degli strumenti corrispondeva grosso modo alla lenta ma costante evoluzione dell’orchestra, cominciata con gli ensemble barocchi e culminata nella seconda metà dell’Ottocento in quella forma genericamente riferita al classicismo. Conoscendo le idee beethoveniane in merito alla perfezione e il suo interesse all’innovazione, si potrebbe arguire che in molti modi egli era impegnato a perseguire un’ideale che oltrepassava le possibilità del proprio tempo».
Alle 19, inoltre, Savall incontrerà il pubblico in platea al teatro Municipale per introdurre il concerto. —
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