Una nuova immagine di Leonardo da Vinci sotto il segno di Venturi
Da domani in mostra alla Panizzi gli studi parigini del fisico reggiano e preziosi materiali iconografici
REGGIO EMILIA. Sicuri di sapere tutto su Leonardo da Vinci? Che ruolo ha avuto il fisico reggiano Giovanni Battista Venturi per la conoscenza moderna di Leonardo? E che cosa ci raccontano su Leonardo manoscritti, carteggi, libri antichi e moderni, incisioni e altro materiale iconografico, custodito nei depositi riservati della Biblioteca Panizzi? A questi e altri interrogativi cercherà di rispondere la mostra promossa e organizzata dalla biblioteca Panizzi con il sostegno di Iren “Un fisico reggiano a Parigi. Giovanni Battista Venturi e una nuova immagine di Leonardo da Vinci”, allestita nella sala mostre della biblioteca da domani al 19 gennaio.
Ideata e curata da Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi, la mostra, articolata in sei sezioni, si propone di far conoscere la figura di Venturi, che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo che i francesi avevano requisito a Milano, ma anche di proporre alcune chiavi di lettura dell'opera e della fortuna di Leonardo, valorizzando materiali poco noti del patrimonio librario e iconografico della Biblioteca. Si comincia con un profilo biografico e intellettuale di Venturi che, dopo gli studi con Corti e Spallanzani, contribuisce a “svecchiare” il metodo d'insegnamento della fisica all’Università di Modena (in mostra anche le tesi dei suoi alunni), da adulto viaggia molto (Parigi, la Svizzera) e, una volta in pensione, si dedica a pubblicare molte delle sue opere. In particolare, durante il soggiorno parigino Venturi studia e trascrive i codici di Leonardo e acquisisce il grande merito di esaminare per primo con sistematicità la componente scientifica degli scritti vinciani e farne oggetto di comunicazione al mondo degli studi. La mostra prosegue focalizzandosi sulla figura e l’immagine di Leonardo, attraverso le testimonianze della Biblioteca Panizzi prima e dopo Venturi. Sarà esposta la prima edizione del Trattato della pittura, pubblicata a Parigi nel 1651 e illustrata su disegni di Poussin (prestito del Museo della scienza e della tecnologia di Milano). Lo stesso modello lo ritroveremo nel bellissimo manoscritto appartenuto a Venturi e risalente agli inizi del secolo XVIII. Si cercherà di ricostruire a campione la “biblioteca ideale” di Leonardo, con gli autori e le opere che concorsero a determinarne la formazione di grande autodidatta. Saranno esposte opere di Ovidio, Plinio il Vecchio, Dante, Luca Pacioli e altri, contenute in preziose edizioni antiche della Panizzi.
La mostra, dopo l’inaugurazione di domani (ore 11) sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca. —
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