Dagli ornamenti alle decorazioni un lungo viaggio tra arte e natura
“What a wonderful world” viene inaugurata il 16 novembre a Palazzo Magnani e nei restaurati Chiostri di San Pietro
REGGIO EMILIA. La stagione espositiva autunno/inverno di Palazzo Magnani si annuncia ricca di stimoli e di proposte mai banali e per niente prevedibili. Dal 16 novembre 2019 all’8 marzo 2020, Palazzo Magnani e i Chiostri di San Pietro ospitano la mostra “What a wonderful world”. La lunga storia dell’Ornamento tra arte e natura, un avvincente e inedito viaggio attraverso i secoli, per comprendere quanto la Decorazione e l’Ornamento raccontino di noi e del mondo. Nella sede di Corso Garibaldi sarà possibile apprezzare un racconto caratterizzato da opere d’arte antiche e storicizzate, con suggestive incursioni nel campo contemporaneo tese ad evidenziare i retaggi e i continui rimandi tra le forme artistiche. Nella sede dei Chiostri, invece, il rapporto e i pesi si invertono, con l’arte contemporanea protagonista, di tanto in tanto affiancata e “commentata” da pezzi antichi o moderni. L’esposizione – promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, in collaborazione con Comune, Provincia, Regione e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – ripercorrerà alcune delle numerose declinazioni in cui si esplica l’azione ornamentale attraverso oltre 200 opere, provenienti da importanti collezioni private e da istituzioni museali nazionali e internazionali tra cui il Victoria&Albert Museum di Londra, il Museo Ermitage di San Pietroburgo, il Musée du quai Branly di Parigi, Le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
Gli artisti
Oltre ad alcuni pezzi della protostoria, la mostra attraverserà più di duemila anni di storia dell’arte, dall’età romana al Medioevo fino ai giorni nostri, con opere di autori quali Albrecht Dürer, Leonardo da Vinci, Moretto, Giovan Battista Piranesi, William Morris, Alphonse Mucha, Koloman Moser, Maurits Corneils Escher, Pablo Picasso, Henri Matisse, Giacomo Balla, Gino Severini, Sonia Delaunay, Josef e Anni Albers, Victor Vasarely, Arman, Andy Warhol, Keith Haring, Peter Halley, Wim Delvoye, Maggie Cardelus, Enrica Borghi, Claudio Parmiggiani, Malcolm Kirk, Shirin Neshat, Meyer Vaisman e molti altri.
Il progetto, messo a punto dai curatori Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni, è frutto di un lavoro importante e originale messo i in campo dal Comitato scientifico della Fondazione Palazzo Magnani.
Il percorso
Il percorso espositivo intende indagare le origini e gli sviluppi del multiforme matrimonio tra vita quotidiana, arte e Decorazione per poi affrontare in modo dettagliato le esperienze di tanta arte del Novecento e del nuovo millennio in cui i temi dell’Ornamento sono stati di nuovo rimessi in gioco. Per confrontarsi con un lessico per definizione vastissimo la rassegna propone diverse sezioni. La prima s'inoltra nel mondo naturale per analizzare come piante e animali si ornino modificando il loro aspetto esteriore e per indagare le ragioni di queste alterazioni. La seconda si concentrerà sulla pratica, da sempre usata dall’uomo, di adornare il proprio corpo, attraverso gli indumenti e gli accessori, come orecchini, collane, monili vari, nei quali il ruolo “ornamentale” è almeno pari a quello funzionale. Uno degli itinerari offerti dalla mostra sarà dedicato a un’esperienza locale sbocciata nella prima metà del Novecento, quella dell’Ars Canusina, inventata e condotta dalla psichiatra reggiana Maria Bertolani Del Rio (1892-1978), all’interno del manicomio San Lazzaro. Una sezione seguirà l’evoluzione del motivo ornamentale vegetale nei secoli e nelle varie culture, dai vasi attici ai capitelli romanici, alle traduzioni ottocentesche di William Morris, a cui si aggiunge il motivo dell’intreccio; allontanandosi da una visione naturalistica e prendendo spunto a volte dalle stesse pratiche artigianali legate, per esempio, all’oreficeria e alla produzione di tessuti, il Medioevo predilesse la descrizione minuziosa di grovigli, trame intricate, nodi. Il visitatore sarà avvolto dagli ipnotici motivi a nodo dei plutei dell’abbazia di Bobbio (IX sec.) e delle incisioni ricavate da disegni di Dürer e Leonardo da Vinci. L’esposizione prosegue con una serie di sale che contestualizzano l’attuale visione dell’ornamento, perfezionatasi tra Ottocento e Novecento: l’infatuazione per l’elemento ornamentale che caratterizza la seconda metà del XIX secolo (da William Morris all’Art Nouveau, con opere di Morris, Mucha e Moser) si scontra con il rifiuto totale della decorazione a favore della funzionalità dell'oggetto (da Adolf Loos a Le Corbusier fino a Marcello Nizzoli). Dalla seconda metà del Novecento si assiste a una rivincita delle forme ornamentali. Al precedente clima Art Nouveau si contrappongono le Avanguardie storiche, come i Cubisti, i Futuristi, gli Astrattisti di vario genere, interessate per lo più a raffigurare le “essenze” del mondo. La mostra proseguirà guardando ai modi con cui l’arte occidentale del ’900 assume le tendenze decorative di culture distanti nello spazio o nel tempo. Chiude il percorso un approfondimento nel campo della musica. —
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