Il talento impareggiabile di un genio del Rinascimento
Davide Zanichelli, presidente della Fondazione: «È l’occasione di riprendere lo stato dell’arte su aspetti ancora incerti che riguardano questa opera»
REGGIO EMILIA. «Con questo Ritratto di giovane donna, Reggio Emilia – dichiara il sindaco Luca Vecchi – ripropone al pubblico, nella formula efficace del “pièce unique”, l’arte impareggiabile e la cifra antropologica del “suo” Correggio, genio del Rinascimento. E questo avverrà in un contesto architettonico d’eccezione, frutto dell’impronta di un altro artista rinascimentale assoluto, quale fu Giulio Romano. Parliamo del contesto dei Chiostri benedettini di San Pietro, di recente oggetto di restauro e recupero funzionale su impulso di Comune e Sovrintendenza, “display” culturale per la prima volta chiamato a ospitare un capolavoro della pittura di questo rilievo. La sorprendente “visita” a Reggio Emilia del Ritratto di giovane donna è primo esito per la nostra città della importante relazione con il Museo Ermitage, a cui siamo grati quale prestatore dell’opera, nell’ambito del protocollo di scambi culturali siglato di recente con la Fondazione Palazzo Magnani e il Comune». Vale la pena ricordare come il prezioso e antico trattato “De prospectiva pingendi” di Piero della Francesca fosse partito nel dicembre scorso dalla Panizzi per essere esposto a San Pietroburgo nel prestigioso Museo Ermitage, in occasione dell’esposizione “Piero della Francesca. Monarca della pittura”. La mostra era stata definita nel corso dell’inaugurazione da Michail Piotrovskij, direttore del Museo, «evento del secolo», perché per la prima volta le opere di uno dei massimi artisti del Rinascimento venivano esposte nel Palazzo d’Inverno. «Si tratta – aggiunge il presidente della Fondazione Davide Zanichelli a proposito dell’arrivo del capolavoro del Correggio – del primo vero risultato del protocollo d'intesa sottoscritto con il Museo Ermitage, una delle istituzioni culturali più importanti del mondo, con oltre 4 milioni di visitatori e 3 milioni di oggetti conservati. L'esposizione della Giovane donna consentirà di riprendere anche lo stato dell'arte sui molti aspetti ancora incerti che caratterizzano il dipinto: il nome della persona ritratta, l'interpretazione dei simboli che la ornano, le finalità per cui fu dipinta. Tutto ciò contribuirà a rendere ancora più coinvolgente l'esposizione». —
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