Gazzetta di Reggio

Quattro stagioni come non le avete mai sentite

Giulia Bassi
Quattro stagioni come non le avete mai sentite

Daniele Orlando e i Solisti Aquilani questa sera a Ospizio propongono Vivaldi in un’interpretazione innovativa e attuale

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«Capolavori di musica descrittiva, Le Quattro Stagioni illustrano la natura incontaminata com’era all’epoca di Vivaldi, ma adesso è ben diverso».

Lo spiega Daniele Orlando, violino solista che questa sera (ore 21) nella chiesa di Ospizio eseguirà il capolavoro del Prete Rosso per Soli Deo Gloria (concerto in ricordo di Adriana Cavallini con il Patrocinio del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Quest’idea il brillante interprete alla guida dei I Solisti Aquilani, di cui è anche il primo violino, l’ha cavalcata fino in fondo: vale a dire, ha pesato sulla linea interpretativa.

Ne è venuto fuori un progetto dal titolo “Una Nuova Stagione” con un cd – uscito il 16 novembre – che racchiude un’esecuzione innovativa e il successo è stato rapido quanto straordinario, con 3 milioni e mezzo di ascolti scaricati da Spotify e concerti nelle sale più prestigiose, compresa la Philarmonie di Berlino che ha accolto l’esecuzione di Orlando e dei Solisti Aquilani con una standing ovation e sei minuti di applausi. Il progetto ha avuto anche una presentazione ufficiale al Parlamento Europeo e alla Camera dei Deputati.

«Vivaldi scrive anche dei sonetti che raccontano del canto degli uccelli, dello scorrere dell’acqua... e intanto l’immaginazione di ognuno, mentre ascolta o suona questa musica, lavora. Io ho pensato a un’interpretazione contemporanea: facciamo rivivere attraverso le note di Vivaldi il problema della catastrofe della natura. Intendiamoci, non abbiamo cambiato una nota al pezzo, tantomeno gli stilemi dell’autore, ma esasperiamo le dinamiche, le escursioni tra il forte e il piano, cercando le velocità della musica contemporanea per cercare di far arrivare maggiormente questa chiave di lettura. Accentuiamo i “chiaroscuri” sonori: che ci fanno immaginare da un lato la natura per come era, avrebbe potuto e potrebbe tornare a essere, e dall’altro la natura violata, quella che molto spesso abbiamo di fronte ai nostri occhi».

Il programma del concerto di questa sera comprende anche l’esecuzione del concerto in fa maggiore op. 4 n. 4 per organo e orchestra di Händel e del Concerto n. 1 in re minore per organo e orchestra BWV 1052 di Bach. All’organo Roberto Marini. —





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