Gazzetta di Reggio

Un trionfo parigino per “L’inondation” la nuova opera composta da Francesco Filidei

Andrea Mastrangelo
Un trionfo parigino per “L’inondation” la nuova opera composta da Francesco Filidei

Il consulente musicale dei teatri reggiani fa il pieno all’Opéra-Comique, la prima mondiale si trasforma in grande successo

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Quando al giorno d’oggi porti in scena un’opera nuova, è sempre come trovarsi di fronte a un destino ignoto. Non tutti i pubblici sono preparati al contemporaneo e pochi sono i cartelloni disposti ad accogliere proposte fuori dal repertorio tradizionale. Quella giocata da Francesco Filidei – il compositore consulente musicale dei teatri di Reggio – è una scommessa vinta.

Su commissione del Théâtre national de l’Opéra-Comique di Parigi ha scritto e portato in scena “L’inondation”, dramma su un libretto di Joël Pommerat che si è risolto in un successo senza precedenti, al punto che il teatro è risultato tutto esaurito anche nelle rappresentazioni successive alla prima, grazie a una critica positiva e a un passaparola negli ambienti musicali.

«Si tratta di un lavoro iniziato già tre anni fa, sulla base di un rapporto consolidato fra il teatro e Pommerat». Filidei ripercorre le tappe della composizione nel proprio ambiente di lavoro, all’interno del teatro Municipale, nel quale ha sistemato pianoforte e organo.

“L’inondation” è un dramma totale, ambientato in una famiglia dove gli affetti si consumano in maniera malsana e dove viene commesso un delitto terribile: una donna uccide la figlia adottiva, scoprendo i rapporti fra lei e il marito. Dopo il delitto, la tragedia si evolve fra la nascita di una figlia naturale, la confessione e l’arresto.

Originale il processo di scrittura seguito da Filidei. «Una volta trovato l’accordo con Pommerat per il soggetto, ci vedevamo una settimana al mese. Lui mi proponeva una scena alla volta, al mattino alle mie spalle avevo una violoncellista alla quale chiedevo di produrre degli effetti che potessero creare un’atmosfera, al pomeriggio suonavo con i cantanti. La musica è venuta così, le parti cantate non le ho cambiate in alcun modo nel proseguimento della creazione».

Filidei ha inteso portare la grande tradizione italiana nella propria creazione; in particolare, è possibile riconoscervi il portato dell’amato Puccini. «L’Opéra comique è il teatro che ha visto le prime di Carmen e di Pelleas et Melisande, è un luogo che va rispettato e assecondato. Sono stato io con la mia musica ad adattarmi al teatro, non viceversa. Tanto da rendere necessaria una modifica dell’orchestrazione in seguito a una serie di lavori che hanno cambiato l’assetto del palcoscenico. Alcune percussioni le ho posizionate nei palchi di proscenio per ottenere gli effetti necessari».

La partitura di “L’inondation” è in effetti un testo musicale assolutamente complesso, nel quale agli strumenti tradizionali si aggiungono oggetti di uso comune. Un’opera lirica frutto di una ricerca musicale che parte da lontano e che trova una propria strada, coniugando l’ispirazione a un’azione scenica di grande intensità. Speriamo che i teatri italiani se ne accorgano. —



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